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I compiti del nuovo governo

 

Le misure economiche necessarie per non cadere nel baratro

di Giuseppe Pennisi - 19 dicembre 2016

Il sangue dei Siriani ed Aleppo

Tutti devono essere considerati con pari dignità davanti alla morte ed alla violenza

di Livio Ghersi - 18 dicembre 2016

C'era una volta il ceto medio

Il Paese cambia, ma chi lo “legge” usa occhiali vecchi e chi lo dirige applica modelli superati

di Enrico Cisnetto - 11 dicembre 2016

Crisi e opportunità

Renzi lasci un moribondo Pd. Può fare un partito da 40%

di Giorgio Cavangnaro - 07 dicembre 2016

Tutto quello che salta

Tutte le riforme e disegni di legge a rischio con la caduta di Renzi

di Massimo Pittarello - 06 dicembre 2016

Post referendum

Il prof. Pasquino traccia la strada per il futuro

di Gianfranco Pasquino - 06 dicembre 2016

Dopo Renzi, senza Renzi

Renzi esce di scena e apre una stagione al buio, forse necessaria

di Marco Dipaola - 05 dicembre 2016

Aggregarsi per l'energia pulita

Una filiera di energia rinnovabile per evitare di tornare ai combustibili fossili

di Enrico Cisnetto - 04 dicembre 2016

Stop al «nanismo» industriale

Le grandi aziende riaprono in Italia ma il problema è la dimensione delle piccole

di Enrico Cisnetto - 27 novembre 2016

Mille giorni di Renzi

I nuovi numeri che sfiduciano il Governo

di Giuseppe Pennisi - 21 novembre 2016


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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario