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Futuro ipotecato

A Monti piace il ruolo, ma è abbastanza saggio da conoscerne le insidie, quindi toglie al Colle il gusto di potere assegnare i ruoli futuri, anche quando l’inquilino dell’ex palazzo papalino sarà il successore.

di Davide Giacalone - 11 luglio 2012

Non una, ma due preferenze

La regola delle due preferenze darebbe visibilità pubblica alle diverse posizioni esistenti in un partito. Così sarebbero gli elettori, con il loro voto, a far prevalere gli esponenti più rappresentativi di una tendenza piuttosto che di un'altra. E gli equilibri interni di partito dovrebbero adeguarsi.

di Livio Ghersi - 10 luglio 2012

Ecco che si deve fare

COME VOLEVASI DIMOSTRARE, LA PISTOLA DELLO SPREAD È ANCORA CARICA. ECCO COSA DEVONO FARE MONTI E I PARTITI

di Enrico Cisnetto - 07 luglio 2012

Province e dipendenti

Il governo assume come obiettivo per quest’anno un taglio di 4,2 miliardi, cioè lo 0,5% del totale. Sia chiaro, si tratta di un lavoro meritorio, non fosse altro perché stiamo parlando di soldi buttati al vento o, peggio, di furti con destrezza. Ma le riforme sono un’altra cosa.

di Enrico Cisnetto - 06 luglio 2012

Finalmente il Colle ammette di avere più potere di un re

Per l’ipotesi di Assemblea Costituente, Napolitano nega che si possa riformare la Costituzione usando l’articolo 138. Curioso. Talmente curioso da indurre il sospetto che l’Assemblea piace proprio perché difficile, quindi utile a non farne nulla.

di Davide Giacalone - 06 luglio 2012

Tempo e tagli

La versione buonista della spending review recita: si facciano i tagli necessari, ma senza intaccare lo stato sociale. Invece è proprio quello che va rivoluzionato.

di Davide Giacalone - 05 luglio 2012

Puntare al bersaglio grosso

L’idea di tagliare per non tassare è corretta, ma troppo limitata. Credo che sia invece più facile ottenere molto, perché ci si proverebbe con strumenti e seguendo ragionamenti diversi.

di Davide Giacalone - 03 luglio 2012

L'unica possibilità è rivoluzionare la mentalità

Non resta che una cosa da fare se si vuole realmente modificare i meccanismi dello spreco: togliere alla politica il potere di governare la sanità attraverso i propri piccoli onnipotenti satrapi, ovvero i direttori generali di ASL e Aziende ospedaliere direttamente nominati

di Cesare Greco - 02 luglio 2012

L'aiuto che serve

Le quattro regole da rispettare per non trasformare Monti in un piccolo elemosinatore

di Enrico Cisnetto - 29 giugno 2012

Per l'Italia è solo questione di tempo

Speriamo almeno che lo “scudo anti-spread” sia efficace, perché lo Stato non può farcela a finanziarsi ad un costo così alto e dovrà presto richiedere il salvataggio.

di Massimo Pittarello - 29 giugno 2012

Ingroia (non) dixit

Allo Stato si chiedono solo tre cose: repressione, repressione, repressione. Per le ricostruzioni storiche ci sono i libri, per le visioni del mondo andate al cinema.

di Davide Giacalone - 29 giugno 2012

Quotarsi e crescere

L’ingresso delle imprese italiane nel mercato azionario è un gioco che vale la candela.

di Enrico Cisnetto - 28 giugno 2012


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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario