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  • 20170323 - Vi prego alzate le soglie

Le legge elettorale

Vi prego alzate le soglie

Il proporzionale non è il male assoluto, ma serve un segnale dal parlamento

di Massimo Pittarello - 23 marzo 2017

Vi prego almeno alzate le soglie di sbarramento. Perché è vero che la Consulta non ha escluso il maggioritario, ma è anche vero che con ogni probabilità difficilmente questo parlamento interverrà sulla legge elettorale. Figuriamoci per introdurre un maggioritario.

Ben 28 proposte di legge depositate in Commissione Affari Costituzionale alla Camera ‘dovrebbero’ essere discusse a breve. Tuttavia, i veti incrociati, i divergenti interessi dei partiti e all’interno dei partiti stessi, rendono assai probabile che si vada a votare con i due “Consultellum”, cioè con Porcellum e Italicum come modificati dalla Corte Costituzionale.

Quindi, due sistemi proporzionali con lo sbarramento per le liste al 3% alla Camera e all’8% per il Senato (anche se qui, in caso di coalizioni, lo sbarramento sale al 20% e scende al 3% per le liste). Inoltre, l’alta soglia formale prevista per Palazzo Madama deve essere ri-considerata su base regionale, con l’automatico vantaggio per le forze territoriali e la rappresentanza “localistica”. Il limite del 3% per Montecitorio, invece, è talmente basso da favorire la frammentazione e i cespugli.

Ora, è vero che siamo “costretti” al proporzionale, ma questo sistema non è il male assoluto. Oltre ad essere stato in  vigore per decenni in Italia, funziona ancora bene in Germania e – meno bene – in altri Paesi, come la Spagna. Certo, la struttura dei partiti italiani del 2017 non è paragonabile a quella della Prima Repubblica e le tendenze al “leaderismo”, al rafforzamento degli esecutivi e alla “fusione” dei governi con il legislativo, dovrebbero forse spingere a qualcosa di diverso. Ma bisogna fare i conti con quello che c’è.

Sergio Mattarella non ha concesso le elezioni a Renzi per il dopo referendum. E sembra che l’ex premier voglia vendicarsi, sbarrando la strada alla richiesta del Quirinale di una nuova legge elettorale. Ora, a parte tanto formali quanto inutili richieste di un ritorno al “Mattarellum” da parte di Renzi, l’iniziativa parlamentare del Pd è sterile.

Sia in Spagna che in Germania, al leader del partito che arriva primo viene dato l’incarico di formare il governo. E Renzi crede – con la sua solita attitudine – di vincere le primarie e anche le elezioni. Ora, indipendentemente da chi conquisterà più voti e quindi il diritto all’incarico, soglie troppo basse favoriscono direttamente la frammentazione e la presenza dei “cespugli” e, indirettamente, indeboliscono chi prende più voti, poiché i seggi da spartire diventano automaticamente di meno.

Non si sa ancora chi si presenterà alle elezioni, né tantomeno chi vincerà. Ma portare al 5% la soglia per l’ingresso delle liste a Montecitorio è il minimo indispensabile non solo per evitare una dannosa polverizzazione del prossimo parlamento, ma anche per dimostrare che le forze politiche non sono vittime di loro stesse, dei loro interessi e della loro (in)capacità di decidere.

Tutti sanno che il prossimo parlamento “proporzionale” sarà il luogo di accordi e alleanze. Ci sono esperienze – a cominciare da quella tedesca – che testimoniano che questo non sia obbligatoriamente il male assoluto e che i compromessi non sono necessariamente al ribasso. Ma ci sono attitudini, tradizioni e immobilismi – come quelle italiane – che inducono a pensare il contrario. Eppure, una piccola modifica alla legge elettorale, come quella di alzare le soglie, dimostrerebbe che il parlamento è ancora capace di decidere qualcosa autonomamente.

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