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Elezioni in Sicilia

Società Aperta sostiene “LaAli alla Sicilia”

Il partito che in Italia ancora non c’è, in Sicilia è già nato. Si chiama “LeAli alla Sicilia”, ed esprime Davide Giacalone, vicepresidente di Società Aperta, candidato Governatore.

di Enrico Cisnetto - 20 settembre 2012

Le prossime elezioni politiche saranno decisive per il futuro dell’Italia, perché dal loro esito dipenderà se il Paese tornerà indietro ricadendo nei vizi della fallimentare Seconda Repubblica, e così sprofondando in modo irreversibile in un declino strutturale, oppure se troverà finalmente la strada che porta alla Terza Repubblica e al riscatto morale, civile, economico e politico. Ma per mettere la parola fine alla disastrosa esperienza del bipolarismo “armato”, e dunque alla lunga guerra di logoramento cui gli schieramenti contrapposti hanno dato vita, che ci consegna un’Italia gravemente malata e incapace di adeguarsi alle trasformazioni epocali imposte dalla globalizzazione al mondo intero, occorre che l’offerta politica abbia la capacità di rinnovarsi e di tagliare i legami con il passato. C’è bisogno che nasca, cioè, quello che Società Aperta ha definito “il partito che non c’è”.

Prima delle politiche l’unico vero banco di prova saranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana dove, dopo la disastrosa gestione di Raffaele Lombardo che ha portato l’isola sull’orlo della bancarotta, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in primo luogo se accordare la fiducia ai tre principali candidati (Gianfranco Miccichè, Rosario Crocetta e Nello Musmeci), che a turno sono stati amici e sodali con l’amministrazione uscente e che con pezzi di essa hanno costruito le loro alleanze elettorali, o se invece individuare un’alternativa tanto radicale quanto costruttiva. Una nuova forza politica che non solo denunci i termini del fallimento di Lombardo – ha aumentato a dismisura la spesa regionale e moltiplicato gli sprechi, mentre i flussi finanziari verso gli enti locali si sono praticamente estinti, tanto che è a rischio il pagamento delle pensioni dopo che sono già stati sospesi, in modo irragionevole e suicida, i pagamenti verso i fornitori – ma sappia indicare idee e strumenti per uscirne.

Il partito che in Italia ancora non c’è, in Sicilia è già nato. Si chiama “LeAli alla Sicilia”, ed esprime Davide Giacalone, vicepresidente di Società Aperta, candidato Governatore.

A quella lista e a Giacalone va il pieno e convinto sostegno di Società Aperta. Anzi, noi ci consideriamo a pieno titolo una componente fondante di quel movimento d’opinione siciliano che ha dato vita a “LeAli alla Sicilia”, e ci sentiamo impegnati a supportarlo con ogni mezzo nella campagna elettorale. Anche perché il sostegno di Società Aperta a “LeAli alla Sicilia” deriva dalla speranza che un radicale cambio di marcia in una terra difficile come la Sicilia, dove più che altrove si è palesata l’incapacità dell’attuale classe dirigente di guidare l’amministrazione pubblica, possa dare la spinta ad un’inversione di rotta in tutto il Paese.

In Sicilia è necessario tagliare i ponti con il passato, con quei rappresentanti, quei contenuti e quel modo di fare politica identificabile nella “colpevolissima trinità” – come la chiama lo stesso Giacalone – che rappresenta i vecchi partiti e che oggi si ripresenta alla guida della Regione, interpretando le elezioni come occasione per stabilizzare la propria posizione, in bilico dopo decenni di consenso costruito su clientele e prebende, quando non come occasione per far soldi. Sappiamo che molti cittadini si chiedono se scegliere “LeAli alla Sicilia” non sia un voto inutile. La risposta è no. Perché ogni voto a Giacalone è un voto di meno per Crocetta, Micciché e Musumeci, eredi dopo essere stati a vario titolo corresponsabili della fallimentare gestione di Lombardo. Voti che non sarebbero neppure inutili, ma dannosi, di sconfitta, rassegnazione e condanna. Condanna per sé stessi e per la Sicilia, destinata, a causa di quelle forze, a subire l’onta del fallimento e del commissariamento.

Società Aperta chiede un voto “politico” per “LeAli alla Sicilia”. Un movimento che, a differenza delle altre formazioni antipolitiche o oltranziste, è dotato di un programma chiaro, dettagliato, serio e argomentato: una serie di proposte concrete e attuabili e nessuno slogan massimalista o utopico. Il primo obiettivo è un deciso taglio e un’intera riqualificazione della spesa pubblica regionale: molte società regionali devono essere chiuse, molte funzioni esternalizzate. Quei soldi che per anni hanno alimentato parassitismo, privilegi e rendite di posizione, usati all’opposto, possono divenire linfa che risveglia il mercato, il merito, la crescita. La chiave con cui mettere davvero “le ali alla Sicilia”.

“LeAli alla Sicilia” sta conducendo una campagna elettorale basata sulle idee e sui contenuti. Prima di tutto perché priva di grandi finanziatori e di capitali da investire, ma anche e soprattutto perché gli sciupii egolatrici della campagna elettorale sono un’offesa alla condizione di molti e una dimostrazione di pochezza culturale e umana di tanti.

Lo stesso bisognerà fare, dopo la Sicilia, in tutta Italia.

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Terza Repubblica è il quotidiano online fondato e diretto da Enrico Cisnetto nato nel 2005 dall'esperienza di Società Aperta con l'obiettivo di creare uno spazio di commento indipendente e fuori dal coro sul contesto politico-economico del paese.