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Anno nuovo, tecnologia nuova

Il treno del grafene

675 milioni di dollari di giro d'affari per il 2020, con una crescita del 60% all’anno

di Enrico Cisnetto - 06 gennaio 2019

Anno nuovo, tecnologia nuova? O vecchia? Quanto l’innovazione è entrata a far parte del patrimonio genetico del capitalismo italiano e quanto, invece, è sottovalutata dalle nostre imprese? Se esiste un diretto rapporto, pur con approssimazione, tra la dotazione di tecnologia e lo spirito di innovazione del sistema imprenditoriale, da un lato, e l’inclinazione all’alfabetizzazione tecnologica dei cittadini, dall’altro, una prima risposta ai nostri quesiti – da cui dipende più di quanto si creda il futuro della nostra economia – viene dai dati (rapporto I-Com) relativi alla diffusione in Italia di internet. E non è confortante: nel 2017 quasi il 22% dei compaesani non è mai andato online (a fronte di una media europea del 13%), l’uso delle email è limitato al 55% (a fronte del 72% nell’Ue) e peggio ancora accade per l’internet banking (31% contro 51%). Per non parlare della diffusione dell’ecommerce. Dunque, poca domanda, poca offerta. E viceversa. Con il risultato che i mercati di punta, dall’intelligenza artificiale ai big data, non ci vedono certo all’avanguardia. Salvo alcune eccezioni, straordinarie ma isolate, e dunque incapaci di fare sistema.

Eppure, il valore aggiunto risiede sempre di più, e non da oggi, nella capacità di creare nuovi prodotti e di modificare continuamente i processi produttivi: nelle applicazioni pratiche delle stampanti 3D, nel cosiddetto “internet delle cose”, nell’uso di materiali rivoluzionari come il grafene. Ecco, quest’ultimo in particolare, è l’elemento del futuro, “il materiale delle meraviglie” che potrebbe addirittura innescare una nuova rivoluzione industriale. Si tratta di un “foglio” con una struttura a nido d’ape dello spessore di un singolo atomo, quindi il più sottile che esista, ma centinaia di volte più resistente dell’acciaio, leggero, trasparente, flessibile, efficiente conduttore di calore ed elettricità, repellente all’acqua, in grado di proteggere dai fulmini e ideale per gli apparati antighiaccio, perché resistente ai cambiamenti di temperatura. Tanto che è considerato il punto di partenza per ulteriori tecnologie, dirompenti. In biologia e medicina può essere usato come interfaccia tra terminazioni nervose e arti artificiali, come sensore mioelettrico. Oppure come depuratore d’acqua o un filtro per l’aria. Migliora l’efficienza degli pneumatici e la leggerezza di biciclette e altri oggetti sportivi. La conduttività elettrica (migliore del rame) lo può rendere una minuscola lampadina o una retina bionica: Ma soprattutto stravolgerà gli smartphone, sia per la possibilità di creare schermi pieghevoli e resistenti all’urto, sia per batterie ricaricabili in pochi secondi e di lunghissima durata.

Per ora il giro d’affari del grafene è limitato (675 milioni di dollari stimati per il 2020), ma cresce del 60% all’anno e ora che il costo di produzione può scendere da 115 a 1 dollaro a metro quadro, l’accelerazione diventerà dirompente. L’Ue ci ha puntato oltre un miliardo con il programma Flagship, mentre in Italia è Leonardo – che investe in ricerca 1,5 miliardi all’anno – che ne ha fatto uno dei suoi obiettivi prioritari. Potrà essere usato in elettronica, sensoristica e termomeccanica, ma potrebbe anche servire per raffreddare l’elettronica dei satelliti.

Invece di discutere di aria fritta, ci vogliamo fare un pensiero sopra? Benvenuti nel 2019. (twitter @ecisnetto)

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario