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Public Policy

La politica che favorisce i più forti

(In)equo compenso

Quando l'interesse del clan prevale su quello generale

di Riccardo Cappello - 07 dicembre 2017

Mentre il Consiglio di Stato (Sent. 4614/2017) affermava la possibilità per la P.A. di formulare bandi per incarichi professionali a titolo gratuito e mentre cresce il numero delle associazioni che offrono gratuitamente servizi sottraendo il lavoro a chi sul corrispondente mestiere campa facendosi pagare, le categorie insorgono, lamentando la concorrenza sleale e l’esercizio abusivo della professione. È la politica cosa fa ?

Invece di difendere l’interesse dei cittadini aiuta le categorie a sopraffarli. Usa, cioè, lo strumento legislativo ai danni dei molti non organizzati per favorire i pochi che organizzandosi riescono ad esercitare un ricatto elettorale. Usano, inoltre, il cittadino come pretesto trattandolo da imbecille.

La legge di bilancio 2018 , con la risibile motivazione che ad un costo elevato corrisponda una prestazione eccellente tenta di reintrodurre le tariffe minime. L’esistenza delle quali sottrae ai giovani l’unico strumento utile per convincere il cliente a cambiare professionista: il prezzo. Anche se il provvedimento fosse stralciato dalla manovra, per palese incompatibilità con la normativa europea, niente paura, può sempre formare oggetti di un autonomo Ddl.

Invece di ritenere meritoria l’attività di chi è disposto a lavorare gratis, magari a fini promozionali, per una amministrazione, che persegue il contenimento della spesa pubblica, o per i cittadini, si premia l’appartenenza che è l’esatto contrario della cittadinanza. Purtroppo, le leggi non sono fatte per il cittadino e nel suo interesse ma costituiscono lo strumento per regolare i conti fra bande e per distribuire le risorse pubbliche ai gruppi che garantiscono il consenso. E questo gli italiani lo hanno capito … e per questo non si sentono in colpa aggirandole

 

Pubblicato su ilcappio.com, il blog di Riccardo Cappello 

 

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Terza Repubblica è il quotidiano online fondato e diretto da Enrico Cisnetto nato nel 2005 dall'esperienza di Società Aperta con l'obiettivo di creare uno spazio di commento indipendente e fuori dal coro sul contesto politico-economico del paese.