ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Articoli » 
  • 20171011 - Ci hanno preso per stanchezza

#leggelettorale

Ci hanno preso per stanchezza

Il Rosatellum è l'ultima spiaggia

di Livio Ghersi - 11 ottobre 2017

La diciassettesima Legislatura sta per concludersi ed è stata un patimento. Da una parte, i Cinque Stelle hanno continuato a ripetere quanto facesse "schifo" tutto ciò che c'era stato prima di loro. Dall’altra, gli altri gruppi parlamentari li hanno inseguiti sul loro terreno, sul piano della demagogia, per "recuperare il rapporto" con l'opinione pubblica. Le forze responsabili dovrebbero preoccuparsi del fatto che nella prossima Legislatura non si ripresenti il medesimo scenario.

Pensiamo a cosa succederebbe se si andasse a votare con leggi elettorali proporzionali, i due “Consultellum”: verrebbe confermato un assetto tripolare in entrambe le Camere con i Cinque Stelle che, anche non vincitori, sarebbero ancora condizionanti. Dopo l'esito del referendum del 4 dicembre, era doveroso che il Parlamento approvasse una nuova legge elettorale, anche perché, dopo le pronunce della Corte Costituzionale, c'erano evidenti disarmonie tra le norme per l'elezione del Senato e quelle per l'elezione della Camera. Bene ha fatto Sergio Mattarella, ad insistere affinché i gruppi parlamentari avvertissero la responsabilità di questo compito. Tra veti incrociati, piccole e miserabili furbizie, siamo arrivati all'11 ottobre 2017.

L'attuale composizione del Parlamento è quella che è; la cultura istituzionale è quella che è, ossia assolutamente deficitaria. Qui non mi riferisco soltanto al Movimento Cinque Stelle, ma penso, ad esempio, al modo in cui Berlusconi ha sempre posto in primo piano la propria convenienza elettorale. A l'ex Presidente del Consiglio non piacciono le preferenze e nemmeno i collegi uninominali. Gli piace, invece, predeterminare l'elezione dei propri deputati e senatori. Di conseguenza, tutti i sistemi elettorali più conosciuti, perché applicati dai più importanti Stati europei (Francia, Germania, Regno Unito), non vanno bene per l'Italia. Prima, il cosiddetto "Porcellum" è stato un tipico prodotto della volontà berlusconiana di fare i propri comodi con le istituzioni. Nell'Italicum, poi, Berlusconi ha messo il suo rilevante zampino, fino a trovare l'intesa con Matteo Renzi. Già, perché il Partito democratico non vuole essere da meno, in fatto di cura della propria convenienza elettorale. Come si dice: "ad un brigante", "un brigante e mezzo".

Arriviamo ora a questo nuovo sistema elettorale, che porta il nome di Rosato, capogruppo PD alla Camera. Qualora venisse approvato, lo studieremmo con lo scrupolo e l'attenzione che una legge elettorale per l'elezione del Parlamento merita. Al momento, sarebbe davvero uno spreco di tempo e di energie scendere nei dettagli tecnici. Mi limito ad osservare che il nuovo sistema elettorale prevede che 232 deputati (inclusi quelli del Trentino - Alto Adige e della Valle d'Aosta) siano eletti in collegi uninominali; anche al Senato 116 senatori sarebbero eletti in collegi uninominali. Dal mio punto di vista, è un rilevante passo avanti, un netto miglioramento, rispetto alla mai abbastanza deprecata legge n. 270/2005. Osservo anche che la Commissione legislativa "Affari costituzionali" della Camera, a quanto risulta, ha lavorato davvero. Quindi non si tratta di un testo "paracadutato" nell'Aula parlamentare, come nel caso dell'Italicum berlusconian-renziano.

Questa è l'ultima spiaggia: o si mangia questa minestra, o non se ne fa niente. Avrei potuto stare alla finestra e farmi i fatti miei, ma sento il dovere di assumermi la mia parte di responsabilità e dire che, a questo punto, la legge elettorale "Rosato" deve essere approvata così com'è. Anzi, il più presto possibile, come quando si tratta di farsi estrarre un dente dolorante. Ed il voto di fiducia sulla legge elettorale? Come ho scritto tante volte, la politica è cosa diversa dal diritto. In condizioni di emergenza, un politico può essere costretto ad assumere decisioni che un giurista non può approvare. Siamo veramente in condizioni di emergenza.

Ed il presunto "colpo di stato" contro cui manifestano gli aderenti del Movimento Cinque Stelle? Sono degli intemperanti verbali, privi di senso della misura. Per dire le cose come stanno, è falso che la legge elettorale sia stata pensata e costruita contro il Movimento. La legge elettorale, se approvata, potrebbe effettivamente ridurre il numero dei seggi del Movimento Cinque Stelle, ma ciò avverrà perché questo si rifiuta di stringere alleanze con altre formazioni politiche. Il Movimento Cinque Stelle è portatore di una logica totalitaria: i 5 Stelle pensano di essere i soli "puri" e vogliono sostituirsi a tutti gli altri partiti, governare da soli. É un atteggiamento democraticamente insano. Completamente contrario alla logica della democrazia liberale rappresentativa. Che prendano, dunque, la legnata che il ceto direttivo dei 5 Stelle pienamente si merita.

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario