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Italia senza guida

Mi manca la classe dirigente

La vera inciviltà italiana? L'assenza di legittimazione reciproca

di Dino Cofrancesco - 13 settembre 2017

Sul «Corriere» del 19 agosto, Belardelli è intervenuto sulla questione delle società incivili sollevata da «Paradoxa» 2/2017. Riprendendo il suo spunto, mi chiedo, a mia volta, come possano esserci associazioni bridging in un paese in cui tra le subculture politiche, religiose, filosofiche (lato sensu) etc. più forti e più diffuse non c’è mai stata legittimazione reciproca. Negli anni in cui Berlusconi è stato al governo non c’era quasi professore, nelle scuole di ogni ordine e grado, che non facesse ai suoi allievi quadri cupi della nuova dittatura in cui eravamo ripiombati. In gran parte delle discipline universitarie, la ‘grande divisione’ era tra cattolici e laici sicché in certe materie (per lo più le letterarie e le filosofiche) si era elaborato una sorta di Manuale Cencelli delle cattedre. Nelle case editrici e nei mass media, essere di destra significava aver un marchio d’infamia così come, negli anni cinquanta, il mio professore di Storia e di Filosofia, al liceo, veniva guardato con sospetto perché assessore socialista. (Bobbio – che pure considero tra i miei Maestri più cari – non voleva far laureare Alfredo Cattabiani perché non si poteva dedicare una tesi a uno come… de Maistre – l’episodio è documentato). Insomma l’Italia dei Guelfi e Ghibellini è tramontata per sempre o no? E, sul versante sinistro, la cultura della resa è esistita o no? L’egemonia marx-azionista (gramsciazionista) ,nella repubblica delle lettere, è un mito inventato da Federico Orlando (allora berlusconiano) e da Feltri (Vittorio)? Si avranno associazioni bridging solo quando avremo un effettivo ‘disarmo degli spiriti’ e il fondamentalismo antifascista – patetico e fuori stagione, strumentale, fazioso e doppio pesista – non condizionerà più la vita pubblica italiana. Potremo allora – chissà! – dedicare, nella sua Genova, una piazza, una via, una scuola a Vilfredo Pareto – il più grande sociologo italiano del secolo – ed erigere, a Roma, alla Sapienza, un busto a Giovanni Gentile. Ci sono associazioni bridging quando ci sono ‘valori comuni’, se questi ultimi mancano restano solo le associazioni bonding all’interno delle quali si continuerà a pensare – se orientate a sinistra – che Craxi, Berlusconi e Renzi discendono tutti dai lombi dell’uomo di Predappio.

 

Pubblicato su Paradoxa 11 settembre 2017

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario