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  • 20160728 - La lobby dei malati di cancro

Di Maio incontra i lobbisti

La lobby dei malati di cancro

Quando perbenismo e pregiudizio nascondono la realtà

di Massimo Pittarello - 28 luglio 2016

Può essere difficile, a volte scomodo, truce, perfino volgare, ma non è mai un errore chiamare le cose con il loro nome. Eppure, la democrazia ai tempi del web, il dibattito a colpi di tweet, il commento sferzato via Facebook, spesso impediscono anche solo di avvicinarsi ad un minimo linguaggio di verità.

“La lobby dei malati di cancro”, ha scritto Di Maio, per giustificare uno suo incontro e dibattito organizzato da una prestigiosa società di lobbing. E dove sta il problema? Esiste la lobby dei malati come esistono i familiari dei malati di Sla che chiedono collettivamente più soldi per ricoveri e cure, i parenti delle vittime del terrorismo che si organizzano per chiedere maggiore considerazione, i malati di epatite C che vogliono che i costosi farmaci di ultima generazione possano essere distribuiti a tutti, e non solo ai casi più gravi.

Stessa categoria concettuale dei petrolieri, dei notai che non vogliono liberalizzazioni, dei precari che vogliono essere assunti, dei giornalisti che chiedono maggiori tutele.

Stucchevole perbenismo è quello che ci impedisce di chiamare le cose con il loro nome. E nel turbinio di comunicazione che ogni giorno si spalma sugli schermi dei nostri dispositivi, basta una piccola distrazione ed ecco che ci indigniamo per l’ovvio, semplicemente perché viene detto senza giri di parole.

Organizzarsi è nella natura dell’uomo, animale politico. E chiedere collettivamente qualcosa conferisce – evidentemente – più forza alle nostre richieste. La class action ne è un esempio; gli eserciti ne sono un altro.

Purtroppo, però, siamo abituati a dover stigmatizzare e criticare delle dichiarazioni solo per poter inveire contro un esponente politico. Peccato, che a non riflettere sulle parole, purtroppo, diventa pericoloso anche solo nominare la lobby dei malati di cancro.

 

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