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Dopo l'attentato in Normandia

Cavalcare il terrorismo

La politica come deve reagire al terrore jihadista? Non imitando Trump e Salvini...

di Giacomo Properzj - 27 luglio 2016

Pubblicato su Linkiesta

Il primo effetto che la serie infinita di attentati in parte ufficialmente commissionati dall'Isis e in parte scatenati in modo indiretto da un'interpretazione rigida e ortodossa del Corano, il primo effetto, dicevo, che questi episodi avranno sarà quello di spostare in tutta Europa l'asse politico verso i partiti cosiddetti populisti. Non dico di destra perchè ho rispetto di questa parola.

Probabilmente si inizierà dalle rinnovate elezioni in Austria e poi via via lungo le prossime numerose scadenze elettorali a partire dal vicino autunno: cioè, dalla più importante di tutte, quella del presidente degli Stati Uniti.

In Europa alcuni partiti come quello della signora Le Pen si apprestano a contendere la presidenza della Repubblica non si sa bene se a un candidato della sinistra ovvero, e sarebbe più pericoloso per loro, a un candidato della "Unitè Republicaine" di centro. Il comportamento di questa candidata è stato ben lontano da quello di Salvini perchè, pur criticando fortemente Hollande e i suoi alleati, ha tenuto un atteggiamento indirizzato ai grandi problemi della Francia senza cadere nelle piccole e aspre polemiche personali: cioè ha proposto il suo partito come una forza politica che può effettivamente governare. Così tutti gli altri leader più o meno forti del populismo europeo. Salvini invece si è messo ad agitare dal palco una bambola di gomma gonfiata gridando che assomigliava alla signora Boldrini presidente della Camera. Intorno a lui una non numerosa folla di estremisti verbali rideva e applaudiva. In questo modo Salvini si candida e candida il suo partito a minoranza permanente, a fare cioè valvola di sfogo per fasce petulanti ma non pensose dell'elettorato senza alcuna possibilità di influenzare la politica italiana, distaccandosi anche folkloristicamente dai partiti antieuropeisti del continente.

Diversamente il grande corpo della Chiesa cattolica ha cominciato ad entrare in difficoltà di fronte alle persecuzioni dei cristiani nei paesi arabi e, adesso, anche nello stesso cuore dell'Europa da parte degli estremisti islamici. Il Papa reagisce in modo asettico alle stragi dei cristiani invitando al perdono e alla preghiera. Egli ha presente non solo la situazione europea ma tutta quella del mondo anche estremo orientale dove il cattolicesimo rappresenta piccole minoranze che sarebbero presto fagocitate dalle maggioranze islamiche ad oggi ancora moderate.

Questa politica non potrà durare a lungo: Padre Livio, patron della potente Radio Maria, di fronte a un video che gli hanno mostrato in cui alcuni bimbi cristiani venivano sgozzati in ragione della loro religione è insorto dicendo quello che tutti i cristiani del mondo dicono e cioè che è già nel Corano, cioè nella religione islamica e nella sua interpretazione ortodossa, l'incitamento alla pratica della violenza e dell'intolleranza. Credo che Padre Livio accentuerà ulteriormente queste sue posizioni quando vedrà un altro documentario che mi hanno descritto dove un bambino cristiano di circa tre anni viene utilizzato come pallone da football da alcuni guerriglieri: il bambino non è sopravvissuto.

Un gruppo di esponenti autorevoli di cristiani di rito orientale sfuggiti ai massacri e intervistati da Radio Radicale hanno dichiarato che le loro autorità religiose avevano loro proibito di costituire delle milizie cristiane armate e quindi erano stati costretti a fuggire o farsi massacrare in massa. Si tenga conto che la Siria aveva quasi il 20% di popolazione cristiana. Sempre questi cristiani orientali sostenevano il paragone con i cristiani maroniti del Libano i quali, a suo tempo, avevano costituito delle milizie e si erano fatti rispettare. Tuttora, dicevano, zone non piccole del Libano erano controllate dalle milizie maronite e vi si svolgeva una vita pressochè regolare.

Si va dunque verso una guerra di religione? Non è escluso da come viene irresponsabilmente impostata non solo dal Califfato ma anche dall'Arabia saudita e dai suoi satelliti. Per altro noi sappiamo bene che tutto questo è assolutamente un arretramento di civiltà e che potrà essere superato solo dal recupero dei principi culturali che hanno caratterizzato il mondo laico moderno: lo stato di diritto e la divisione tra Stato e Chiesa. Far capire queste cose non tanto agli islamici che sono rimasti per loro scelta indietro di molti secoli, ma a Trump e a Salvini sarà lungo e difficile. Ci riusciranno i nostri nipoti.

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