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  • 20160425 - Dopo i no-triv, ecco i no-riforma

Tutti i movimenti del no

Dai no-triv ai no-riforma

Ai movimenti del no, manca solo una presenza.

di Massimo Pittarello - 25 aprile 2016

Passati i no-triv, arrivano i no-riforma. Intanto, dopo il fallimento di no-euro, no-austerity e no-Fornero, covano i referendum no-JobsAct, no-voucher e, forse, ancora no-triv.

Più movimentisti e meno elettorali, ricordiamo i no-Tav, no-Ponte e no-Vat, ma anche i no-debito e i no-tasse. Di stile tutto ambientalista, molto diffusi i no-nucleare, no-discarica e no-inceneritore. Meno noti i no-Muos siciliani, no-Tap pugliesi, no-Radar, no-Pisq e no-Galsi sardi, no-Gronda liguri, no-F35 piemontesi, no-Expo meneghini, no-Coke (contro il carbone, non la Coca Cola) viterbesi e brindisini, no-Inc napoletani…

Come dimenticare, poi, i no-gender, illegittimi figli dei no-global e, forse, dei no-logo. Per completare il quadro, dopo tanti fallimenti, ne mancherebbe solo uno: il movimento che dice no ai no.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario