ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Articoli » 
  • 20160201 - I rischi delle Unioni Civili

Segreti pericolosi

I rischi delle Unioni Civili

Su omicidio stradale e giudici della Consulta, la maggioranza è già andata sotto con i voti segreti. Ora il rischio aumenta

di Massimo Pittarello - 01 febbraio 2016

Tutti abbiamo dei segreti pericolosi e il Parlamento non fa eccezione. Sulla riforma delle unioni civili i senatori saranno probabilmente chiamati a decidere “in coscienza” sull’adozione del figlio del partner tra coppie omosessuali.  Così, su un tema di principio, il “segreto” della scelta individuale degraderà lo scontro ideologico a tattiche parlamentari, vendette politiche e ripicche personali.

Il ddl Cirinnà è in bilico. Da una parte, i 5 stelle voterebbero l’attuale testo (comprensivo di adozioni), permettendo così di raggiungere la maggioranza, visto che ora la conta si ferma a 130 voti.  Ma non vorrebbero aiutare Renzi e sono pronti a ritirare l’appoggio alla minima modifica. Dall’altra, il premier potrebbe cercare un compromesso proprio in tema di adozioni per cercare la convergenza con i cattolici di tutti gli schieramenti (dal Pd fino a Forza Italia) e per non doversi affidare all’acerrimo nemico grillino. Ma smentirebbe se stesso e la natura della legge. 

Intanto, per ammansire i cattolici di Ncd, nel rimpastino di governo gli uomini di Alfano sono stati i più favoriti. Poi, Renzi ha aspettato il “Family Day” e adesso lavora perché aumenti la spaccatura nel mondo cattolico. Insomma, sta facendo la conta per vedere contare quanto perderebbe in consenso tra parrocchie, “lupetti” e fedeli di varia natura. Ma, al di là dei compromessi possibili, il voto segreto rende l’ennesima scommessa renziana assai più a rischio delle precedenti.

Poi, perché l’appoggio dell’Ala di Verdini alla maggioranza, premiato con l’assegnazione di 3 vicepresidenze di Commissione, ha spaccato il Pd e rilanciato il volo di antichi rancori. Lo certifica Gotor, “Verdini è antropologicamente diverso. Indossa dei mocassini di camoscio blu.Blu?! Capito?”. Ma, soprattutto, perché i precedenti non depongono a favore.  Alla Camera, dove il margine è molto più alto, anche se in pochi lo hanno notato, la maggioranza è andata sotto a scrutinio segreto (con 247 sì e 219 no) in tema di omicidio stradale. Precedente pericoloso che si somma alla contorta e infinita nomina dei giudici costituzionali, che ha palesato quanto i parlamentari sono pronti al dispetto non appena possono nascondersi. 

Insomma, non c’è bisogno di arrivare ai 101. Certo, l’iter del ddl è stato contorto. E’ arrivato in aula senza il mandato al relatore, alcune norme non sono chiare e la stessa Cirinnà “con i suoi 36 topolini salvati dalle campagne calabresi” è facile bersaglio degli attacchi delle opposizioni.  C’è poi una questione di costituzionalità sollevata in ordine daSacconi, Quagliariello e Malan, anche se, così a naso, sembra che le condizioni attuali siano un tantinello differenti da quelle del 1948, quando al posto di aborto e divorzio c’erano delitto d’onore e matrimonio riparatore.  Ma, c’è comunque il rischio che Quirinale di formazione cattolica e Consulta possano bloccare la legge. Nonostante le difficoltà, su questo tema Renzi ha deciso ancora una volta di giocarsi tutto. Lo aveva fatto sulle riforme costituzionali, rilanciando poi sul referendum-plebiscito. 

Che il Parlamento sia delegittimato di fronte ai cittadini dalla poetica della “Casta” e impotente politicamente (i governi Renzi, Letta e Monti non sono nati in Parlamento, come l’Italicum, il ddl Boschi, i giudici della Consulta, il Jobs Act e via dicendo, come Salvini, Renzi e Grillonon sono parlamentari) non è un segreto. Segreti, invece, saranno i voti di senatori rancorosi e un po’ spaventati.  Ecco, come i più tenebrosi dei segreti, molto pericolosi. 

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario