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  • 20150717 - Perché Kiev vale quanto Atene

Grecia, Ucraina e Stati Uniti d’Europa

Perché Kiev vale quanto Atene

L’Europa è a un bivio strategico, come le città-Stato della Grecia, diviso davanti a minacce concrete che deve risolvere, se non vuole estinguersi

di Enrico Martelloni - 17 luglio 2015

Usiamo la crisi monetaria greca per fare gli Stati Uniti d'Europa e salviamo l'Ucraina dalla Russia. Questo grande paese, sei volte la Grecia, è occupato dai russi per un’estensione più grande di tutta la Grecia stessa. La Russia usa armi non convenzionali sul territorio ucraino, e com’è suo stile da sempre, combatte guerre mimetizzandosi con uniformi senza mostrine; l’ha fatto ovunque quando era l’Unione sovietica, ad esempio in Africa, in Vietnam, in America del Sud. Oggi, come prima, la Russia è appoggiata da alcuni importanti media, in Italia e in Europa da partiti politici come la Lega, 5Stelle e la destra di Le Pen, i quali sono tra i protagonisti della disgregazione europea. Cioè coloro, che vorrebbero togliere le sanzioni imposte alla Russia da tutti i paesi democratici e liberi, reclamando un mancato business con Putin, cui il Belpaese forniva per lo più pomodori e formaggi. Tutti gli Stati che un tempo avevano affari hanno imposto l’embargo sapendo che la libertà è ben più preziosa. Mosca ha estrema necessità di alta tecnologia che non sa produrre, perché le migliori menti se ne sono andate altrove per la diffusa miseria e illegalità che la Russia offre.

Così, Grecia e Ucraina si trovano per situazioni differenti, in grave crisi ma nessuna delle due volgerà più il capo verso Est. L’ha dimostrato Tsipras affermando di non voler certo ritornare alla dracma, riconoscendo all’Europa un ruolo fondamentale per il futuro del suo Paese. L’hanno dimostrato gli ucraini con Maidan e la tenace resistenza all’invasore. La Russia è un paese che minaccia l’Europa in modo sistematico, violando i cieli nazionali; l’ha fatto tra gli altri, in Svezia, Gran Bretagna, negli Usa con i loro caccia bombardieri.  La situazione ucraina non è quindi meno drammatica che quella greca. Il debito che preoccupa l’Europa, però, è un quarto di quello greco: settanta miliardi di euro contro 250.  Recentemente il ministro delle finanze Jaresko ha annunciato il probabile default del suo Paese perché non riuscirà a rimborsare i prestiti.  

L'Ucraina, sei volte più grande della Grecia, potrebbe fallire con una popolazione quattro volte maggiore, ricchissima di materie prime, fertile, strategica per la sua posizione geografica, obbligata verso le riforme in senso europeo; complice quattro generazioni di comunismo che hanno distrutto il paese e la sua coscienza d'indipendenza che oggi però riaffiora tra sacrifici di ogni genere e la guerra che continua a uccidere. Settanta miliardi di debito di cui quindici verso la Russia di Putin, con buoni del tesoro ucraini comprati ai tempi del satrapo Yanukovich, contro 250 miliardi di debito della Grecia verso l'Europa e le sue banche che l’hanno finanziato. L'Ucraina, con i suoi gravi problemi interni, la libertà dell'Europa e il suo futuro, va difesa a spada tratta, anche nel ricordo di Srebrenica che la Russia rifiutò con il suo veto alle Nazioni Unite di riconoscere come luogo del genocidio da parte dei Serbi di Slobodan Milosevic.

E' necessaria comunque un'operazione di salvataggio in senso politico di questi due Paesi. Grecia e Ucraina dovranno almeno in parte onorare i loro debiti. Sarebbe un errore, però, non permettere di avere le risorse per risollevarsi. L’Europa è a un bivio strategico in senso politico; come le città-Stato della Grecia antica contro Serse, il vecchio continente si trova diviso davanti a minacce concrete che lo stanno colpendo. Questa volta può non bastare e i deboli accordi di Minsk lo dimostrano, come la lunga trattativa con la Grecia al default finanziario e sociale.

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