ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Articoli » 
  • 20140901 - Dai Promessi Sposi ai mali della scuola italiana

Riceviamo e pubblichiamo

Dai Promessi Sposi alla "malascuola"

La scuola italiana ha tanti problemi e anche i critici letterari sbagliano. Come dimostra Don Abbondio...

di Emanuele Renzoni - 01 settembre 2014

Ciao Enrico,

durante l'autunno del 2008 ho letto integralmente il grande romanzo "I Promessi Sposi" scritto da Alessandro Manzoni e pubblicato per la prima volta nel 1827. All'inizio del Capitolo VIII Manzoni fa dire al curato di campagna Don Abbondio "Carneade chi era costui?" e la critica letteraria italiana ha in seguito affermato che Alessandro Manzoni con tale espressione considerava Carneade un filosofo secondario e poco degno di essere ricordato. Ho scoperto che tale interpretazione è falsa perché se si legge con attenzione la prima pagina del Capitolo VIII de I Promessi Sposi Alessandro Manzoni ha voluto evidenziare il carattere pavido e la bassa istruzione del prete Don Abbondio il quale non riusciva a capire chi fosse Carneade(214-129 a.C.) il quale fu insegnante all'Accademia platonica di Atene ed esponente dello Scetticismo greco.

Con questa importante scoperta ho voluto dimostrare che la critica letteraria italiana del XIX e del XX secolo rappresentata da eminenti studiosi ha compiuto alcuni errori di interpretazione nei classici della letteratura italiana. Se gli insegnanti di lingua e letteratura italiana nelle scuole medie inferiori e superiori insegnano l'italiano in modo acritico elevando a maestri indiscussi esponenti del XIX e del XX secolo che hanno scritto opere di critica letteraria invece di rileggere insieme ai loro alunni i classici della letteratura italiana con spirito critico e costruttivo, allontanano dalla lettura centinaia di migliaia di ragazzi, creando un'istruzione burocratizzata e noiosa. Se molti giovani ed adulti italiani leggono poco i libri è perché non hanno incontrato insegnanti che siano stati capaci di trasmettere loro l'importanza civile e culturale della lettura.

Se l'Italia dal 2008 ha perso il 25% della sua produzione industriale è perché sono poco presenti valori culturali in molte piccole e medie imprese italiane dove invece sono diffusi prepotenza, arroganza ed una grande mediocrità culturale.

Ad agosto l'Italia è ritornata in deflazione e ciò non accadeva dal 1959 ma credo che il peggio debba ancora arrivare perché l'attuale classe politica è troppo rissosa, autoreferenziale e priva di solidi valori culturali.

 

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario