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E' l'astensione la vera vincitrice delle amministrative

Voltiamo pagina con la Terza Repubblica

Occorrerebbe un nuovo Centro. Un polo capace di raccogliere le forze migliori del Paese

di Luca Bagatin - 30 maggio 2011

L"unico dato certo, anche ai ballottaggi delle amministrative 2011, è il dato dell"affluenza in calo. Vince, dunque, ancora una volta, l"astensione. Il centrosinistra non può dunque cantare vittoria piena, mentre il centrodestra arretra a causa delle continue sciocchezze e gaffes del Presidente Berlusconi. Berlusconi non può e non deve continuare ad impostare campagne elettorali gridate, fatte di slogan e di nessuna proposta concreta. Oltre che continuare a farsi appoggiare da una Lega Nord becera, razzista, populista e statalista.

Ma dov"è finito lo spirito liberale del 1994 ? E" davvero scomparso definitivamente assieme agli Antonio Martino, Alfredo Biondi, Giuliano Urbani e gli altri? E questa sinistra dove vuole andare? Vuole continuare a raschiare in fondo del barile appoggiandosi ai nuovi comunisti ed ai giustizialisti di ieri, oggi e domani?

L"italiano medio si astiene e fa bene. Di fronte alla mancanza di spazi di discussione, sempre più repressi da sistemi elettorali con sbarramenti, maggioritari, doppiturni; di fronte alla mancanza di proposte credibili, tanto da una parte che dall"altra; di fronte ad un"eversione di destra e sinistra sempre più strisciante, sdoganata dalla politica dei "due forni": quello rosso e quello blu...che fare?

Andare al mare, astenersi, lasciare la politica sola per un po". Occorrerebbe un terremoto che spazzasse via questa classe dirigente, di gran lunga peggiore di quella della Prima Repubblica. Occorrerebbe ricominciare da zero, riscrivere la Costituzione in senso liberaldemocratico, abrogandone gli articoli cattocomunisti (come il 41 ed il 42 e modificando l"articolo 1); occorrerebbe una nuova repubblica, una Terza Repubblica, come da tempo va sostenendo l"editorialista Enrico Cisnetto.

Occorrerebbe un nuovo Centro: nè a destra, nè a sinistra, ma semplicemente un nuovo Centro come ai tempi di De Gasperi, Einaudi, Sforza, Saragat, La Malfa. Un polo capace di raccogliere le forze migliori del Paese, laiche, liberali, cattolico liberali, moderate, riformatrici.

Occorre mandare a casa i tatticismi dei D"Alema e dei Bersani; gli estremismi dei Vendola e dei De Magistris; i pasticci dei Berlusconi e dei Bossi. Per ora, accontentiamoci dell"astensione, ma in un domani non troppo lontano occorrerà ricostruire un Paese fra le macerie, come dopo il fascismo.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario