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Una duplice spiegazione sui dati Istat e Ocse

Veti inaccettabili al governo

Sistema contrattuale arretrato su produttività. Intransigenze inspiegabili della Cgil

di Enrico Cisnetto - 14 giugno 2006

Come è possibile che nello stesso momento l’Istat sostenga che le retribuzioni viaggiano ad un ritmo di crescita del 4,8% (primo trimestre 2006) e che l’Ocse annunci una crescita dei salari reali dello 0,5% per quest’anno e dell’1% per il 2007, cioè al di sotto del livello di crescita della produttività? La spiegazione è duplice. Da un lato, il dato sul primo trimestre è falsato dagli effetti dei recenti rinnovi contrattuali, specie nell’industria (metalmeccanici, ma non solo). Dall’altro, è la conferma che l’attuale sistema contrattuale – tutto concentrato a livello nazionale – non riesce a tener testa alla formazione della produttività, per quanto insufficiente, che si realizza nelle singole aziende o al massimo nei distretti. Così i lavoratori, nel loro insieme, riescono a coprire l’inflazione – almeno quella ufficiale – ma perdono l’occasione di portarsi a casa fette più grandi della maggiore produttività che contribuiscono a creare. I sindacati dovrebbero dunque riflettere su questi dati, e decidersi finalmente ad assumere, con Confindustria e le altre organizzazioni datoriali, un’iniziativa per modernizzare un sistema di contratti del tutto obsoleto e, come si vede, dannoso per i lavoratori che pretendono di rappresentare. Cisl e Uil hanno fatto giuste riflessioni in materia, ora è venuto il momento di porre l’aut-aut alla Cgil: o ci sta, o si va ad accordi separati. I veti, specie con il centro-sinistra al governo, non sono più accettabili.

Pubblicato sul Messaggero del 14 giugno 2006

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