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Ripensiamo allo spirito che guidò i padri dell'Unità d'Italia

Verso una Terza Italia

Italia Unita, Risorgimento, Laicità: rilanciamo la nostra identità e cultura

di Luca Bagatin - 12 marzo 2011

L"Unità d"Italia fu conseguita per mezzo di tre importanti personaggi storici di matrice laica: Giuseppe Mazzini, la mente; Giuseppe Garibaldi, il combattente; Camillo Benso conte di Cavour, il politico.

L"Unità d"Italia vide, per la prima volta nella Storia, la collaborazione - spesso involontaria - di repubblicani e monarchici, di massoni e uomini di chiesa, di liberali, repubblicani e socialisti umanitari. La collaborazione di borghesi, nobili illuminati e persino operai scolarizzati.

L"Italia, si sa, è un Paese di fratricidi che ama più dividersi che unirsi. Sarà per questo che il Risorgimento e l"Unità d"Italia sono sempre stati così invisi tanto nella sinistra di matrice marxista (che non ha mai tollerato la cultura laica e liberaldemocratica), tanto nella destra fascista (che, dopo i Patti Lateranensi, non ha mai tollerato l"anticlericalismo e l"idea di Patria in senso mazziniano e garibaldino, ovvero come comunità di liberi ed eguali). Non ne parliamo poi del centro cattolico, che non ha mai tollerato l"affermazione dei principi massonici propugnati dal Risorgimento di Libertà, Eguaglianza e Fratellanza al di sopra di qualsiasi fede religiosa.

L"Italia fu unita, ma, dopo il fascismo, ci penserà la cultura clericale e comunista a disfare le conquiste dei Padri del Risorgimento. Pensiamo ad esempio all"inserimento - con l"Articolo 7 - dei fascistissimi Patti Lateranensi nella Costituzione della Repubblica italiana. Il divorzio, grande lotta emancipatoria dei partiti risorgimentali, sarà ottenuto in Italia negli anni "70 del "900, ma con grandissima fatica e per mezzo dei piccoli partiti laici: PR, PRI, PSI, PSDI E PLI. Una volta spazzati via con la falsa rivoluzione di matrice clericofascista e cattocomunista di Tangentopoli, ecco spazzate via nuovamente le conquiste dei laici e dei risorgimentali (è a rischio la legge sull"aborto e, quella sul testamento biologico che si sta discutendo in questo periodo, è la più inumana possibile).

Ed ecco tornare al potere forze eversive, senza storia né cultura: Pd, PdL, Lega Nord e tutti i loro alleati di ispirazione clericofascista e cattocomunista. I Ber-sani, Ber-lusconi, Ber-tinotti, venditori di fumo vendoliani eredi di Ber-linguer (quello che, dicevano, con il comunismo non c"entrava un fico, ma intanto i rubli da Mosca li prendeva), che ancor oggi vogliono darcela a bere. Ed ecco - alla vigilia del 17 marzo finalmente proclamata Festa Nazionale - un Bersani che si mette a fare pastette con la Lega Nord per un federalismo pasticcione ed anti-Risorgimentale. Massì, tanto il già comunista Massimo D"Alema definì in tempi non sospetti la Lega come una "costola della sinistra". Sinistra sì, ma di ispirazione marxista, antidemocratica, antioccidentale ed antirisorgimentale.

Eccoli ancora una volta riuniti, gli eredi del dossettismo capaci di venire a patti persino con i baluba del nord. Lo spirito mazziniano, garibaldino e cavouriano, ad ogni modo, non credano costoro che sia morto: Insorgere e Risorgere era il motto degli Azionisti eredi di Mazzini e dei Rosselli. Mandiamoli a casa una volta per sempre! Siano essi al governo o all"opposizione. Viva la Terza Italia e la Nuova Repubblica che sognò Randolfo Pacciardi!

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario