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Costituiamo l'Unione Democratica Liberale

Verso la Nuova Repubblica

Organizziamoci per realizzare un'Italia laica, liberale, libertaria

di Luca Bagatin - 10 novembre 2010

E" necessario, oramai, organizzarsi. Le elezioni potrebbero essere alle porte e non dobbiamo farci trovare impreparati. Non come al solito, quantomeno. "Uniamoci a corte, siam pronti alla morte. L"Italia chiamò", dovrebbe essere, dunque, il nostro risorgimentale motto. Un"Italia laica, liberale, libertaria.

Occorre mettere infatti in piedi un"aggregazione politica che metta assieme laicità, libertà economiche ed individuali e diritti civili Occorre dunque sciogliere o federare in un un"unica formazione: Repubblicani, Liberali e Radicali (se lo vorranno). Occorre mettere in piedi una nuova "cosa", ovvero una nuova "casa" con la quale puntare almeno al 4 % dei consensi. Occorre mettere in piedi un soggetto unitario di tutti i laici-liberaldemocratici-liberalsocialisti da chiamare, magari, Unione Democratica Liberale.

Un"aggregazione che possa parlare di unioni civili, diritti di cittadinanza, legalizzazione di marjiuana e hashish, testamento biologico ed eutanasia, ricerca scientifica, diritti degli omosessuali, oltre che di abolizione delle Province, riduzione della spesa pubblica e riduzione delle imposte. Un"aggregazione - questa possibile Unione Democratica Liberale - capace di coalizzarsi su pochi ma concreti punti programmatici con Futuro e Libertà di Fini (che già al suo interno gode di associazioni culturali laiche come "Libertiamo", "GayLib" e "Socialismo e Libertà"), con l"Udc e con tutti coloro i quali vogliono puntare all"alternativa tanto a Berlusconi quanto ad una sinistra cattocomunista e giustizialista. Terzo Polo ? Giammai!

Secondo o primo polo al massimo. Ovvero garantire un"alternativa a Berlusconi ed ai suoi alleati di estrema destra per mezzo di una nuova coalizione capace di attrarre laici e cattolici oltre la destra e la sinistra.
Ove i laici facciano davvero i laici in Parlamento ed ove al governo si occupino di pochi ma concreti punti programmatici e di riforma. Per una Nuova Repubblica. Per una Terza Repubblica.I punti programmatici da mettere sul tappeto sono presto detti: abolizione delle Province; privatizzazione della Rai; riduzione della spesa pubblica improduttiva; progressiva riduzione delle imposte sino ad arrivare - possibilmente - ad un"aliquota unica; separazione delle carriere dei magistrati; spoliticizzazione del CSM; politica estera filo occidentale e filo israeliana con conseguente chiusura dell"amicizia politica berlusconiana con la Russia di Putin, la Bielorussia di Lukashenko e con la Libia di Gheddafi. No, dunque, all"amicizia fra Italia ed i Paesi dittatoriali.

Tutti punti sui quali nè Pd nè PdL sono d"accordo, ma sui quali, in Italia, i consensi raggiungono vette elevate e che saranno capaci di restituire credibilità al nostro Paese a livello internazionale. Armiamoci e partiamo, dunque. Le elezioni sono più vicine di quanto non possiamo nemmeno immaginare.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario