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La sinistra è veramente il male peggiore?

Veltroni, non faccia il pesce in barile

C’è ancora un’Italia che non vuole morire schiacciata nella morsa Berlusconi-Di Pietro

di Giovanni Fasanella - 04 luglio 2008

Il politico Berlusconi non mi piace, l’ho sempre detto sin dal giorno della sua “discesa in campo”. Però mi chiedo: ma perchè, nonostante tutto, lui continua a vincere, e la sinistra a perdere? La risposta credo che sia abbastanza semplice: perché la maggioranza degli italiani considera la sinistra un male peggiore. Si dovrebbe partire da qui, una buona volta. Non per omologarsi al berlusconismo, ma per costruire una proposta più forte e credibile. E invece vedo il pericolo di una recidiva: la tentazione di affidarsi ai giudici per liquidare un problema, l’anomalia berlusconiana, che non si riesce a risolvere sul piano politico-elettorale. Non ha mai funzionato, finora. E dubito che funzionerà in futuro. Walter Veltroni “non vada alla manifestazione romana dell’8 luglio, promossa dagli ex dirigenti di Potere operaio e alla quale hanno subito aderito “gli intellettuali”. I soliti che da quarant’anni non fanno altro che firmare appelli e inviare messaggi, invece di produrre analisi coraggiose della realtà italiana (a proposito, attenti alle parole: se si continua a urlare in modo così scomposto che la «dittatura è alle porte», prima o poi qualcuno finirà per crederci; e gli sembrerà un gesto di romantico eroismo impugnare una pistola per sparare in testa a un “simbolo”).

Ma non faccia il pesce in barile, il leader del Pd. Prenda pubblicamente le distanze da quella compagnia di giro di comici, politici e intellettuali tanto chiassosa e presenzialista quanto inconcludente. E lo faccia spiegando agli italiani le proprie ragioni, con chiarezza, rigore e determinazione. Perchè ci sono milioni e milioni di elettori moderati, di destra, di centro e di sinistra, che non vogliono morire schiacciati nella morsa Berlusconi-Di Pietro, due facce della stessa anomalia. Qualcuno davvero crede che entrare in politica, con ambizioni plebiscitarie e presidenzialiste, 5 minuti dopo aver decapitato il Paese della sua classe dirigente, come fece il Pm Antonio Di Pietro, sia una cosa normale per una democrazia?

Pubblicato ne “La Storia Nascosta”

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