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L'aumento della speranza di vita preoccupa

Vedovanza e sistema pensionistico

Il nostro un Paese popolato da vedove depresse. I vedovi invece sono pochissimi

di Antonio Gesualdi - 06 febbraio 2007

In Italia contiamo la prima generazione degli anziani di massa. In questo, almeno, siamo primi. 9 milioni di anziani, il 17% della popolazione, ma soprattutto contiamo una media nazionale del 22,4% di vedove tra i 60-64 anni. I vedovi, invece, sono il 3,9%. Siamo un popolo di donne addolorate e poco istruite. L"allungamento della speranza di vita, in generale, non è solo indice di benessere quindi, ma anche motivo di preoccupazione. A che serve allungare la vita se si finisce per rimanere soli e depressi? Le donne italiane, sulle quali si è sempre molto favoleggiato; dal "mammismo" al "velinismo", nella realtà stanno vivendo un periodo di grave sconforto. Non fanno figli, campano a lungo e vivono una vita sociale e professionale arretrata rispetto alle donne francesi, inglesi o tedesche. La vedova, poi, - secondo un"indagine dell"Osservatorio Terza Età, Ageing Society - rispetto alle coetanee con il marito ancora in vita e rispetto anche alla nubile non si sente più una risorsa per la società, si sente emarginata, e si affida soprattutto alla Chiesa per combattere la solitudine. Passa le vacanze da sola ed ha paura soprattutto di "lasciare la casa incustodita". Insomma la vedova italiana si chiude in se stessa, nella propria casa, con pochi affetti e si affida al buon Dio.

I vedovi italiani, invece, sono pochissimi. Da noi ci si sposa ancora con una media di 3 anni di differenza; il maschio quasi sempre è più anziano della donna. E i maschi, mediamente, hanno una speranza di vita più bassa. All’incirca in Italia si hanno 250 mila nuove vedovanze all’anno, delle quali circa 185 mila riguardano le femmine e circa 65 mila i maschi e finiscono per morte all’incirca 210 mila vedovanze all’anno (muoiono circa 155 mila vedove e 55 mila vedovi). Si risposano, e quindi finiscono ogni anno all’incirca oltre 2 mila vedovanze femminili e 4 mila vedovanze maschili. Insomma all"interno del processo di invecchiamento assistiamo anche ad un processo di vedovanza che ha risvolti fondamentali nella psiche dei singoli. Una persona anziana, oggi, ha probabilità di vivere dagli 11 ai 17 anni con un"esperienza traumatica alle spalle. E soprattutto se è una persona che abita nelle regioni del Centro Italia e del Nordovest. Vedove e vedovi votano soprattutto partiti di centro-sinistra, dunque.

Oltre alla situazione depressoria generale che lo status di vedova/o comporta vi è anche da considerare - e questo è il risvolto politico - la faccenda pensionistica. Una pensione erogata ad un uomo di 60 anni ha probabilità di essere riscossa per almeno 11 anni dal soggetto titolare ma, se reversibile, per altri 18 anni anche dalla vedova. Così, oggi come oggi, una pensione ha mediamente la probabilità di "durare" per ben 29 anni. Domanda agli economisti: può reggere un sistema pensionistico che eroga una pensione per tanti anni quanti sono stati, circa, quelli di contribuzione?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario