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La Siria, il Papa e gli Stati Uniti

Va bene proclamare il digiuno, ma dopo?

La pace è sempre preferibile, e la si può pregare, invocare. Si può digiunare per essa. Ma è sempre bene guardare la realtà

di Giacomo Properzj - 06 settembre 2013

Sabato 7 Papa Francesco ha proclamato un digiuno per la pace in Siria. Le invocazioni dei Papi per la pace e contro la guerra sono ricorrenti e fanno parte del loro bagaglio tradizionale ma, questa volta, c"è qualche cosa di più impegnativo: non si chiede solo la preghiera ma anche il digiuno.

Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino e il ministro della Difesa Mario Mauro hanno dichiarato di aderire all"invito del Papa. Per questo sono stati criticati poiché la posizione del Vaticano ha assunto toni forti solo quando l"America e i francesi hanno dichiarato di voler intervenire militarmente nella vicenda. La guerra durava da due anni ma sino ad ora posizioni così forti da parte della massima autorità del mondo cattolico non si erano registrate sulla materia, quindi l"interpretazione è che la posizione del Vaticano avesse come obiettivo polemico gli Stati Uniti e il loro Presidente. D"altra parte Assad è accusato di aver usato armi chimiche e quindi di aver violato le convenzioni internazionali (a cui peraltro la Siria non ha mai aderito) e gli Stati Uniti si sentono autorizzati a ricorrere ad azioni militari.

Per dirla tutta la commissione d"inchiesta sull"utilizzo delle armi chimiche non ha ancora dato spiegazioni precise soprattutto in ordine al tipo di gas utilizzato e non potrà dare informazioni certe su chi l"abbia utilizzato (la CIA addestra alcuni gruppi di rivoltosi anti Assad). Il luogo in cui questi gas sarebbero stati lanciati risulta essere molto vicino ai quartieri cristiani di Damasco che sono tra i più stretti alleati di Assad e non si capisce perché i governativi avrebbero utilizzato il terribile gas sarin nei loro pressi rischiando di colpire anche dei preziosi alleati. Infatti a conferma di quanto dice la stessa Bonino lo scontro in Siria prende sempre più il carattere di uno scontro religioso tra sunniti e sciiti (v. Largo ai vecchi “A Damasco non si può più dormire sui tetti” - http://www.linkiesta.it/blogs/largo-ai-vecchi/damasco-non-si-puo-piu-dor...).

I sunniti sono notoriamente molto più integralisti dal punto di vista religioso e intolleranti delle altre religioni; gli sciiti invece tollerano, salvo gli ebrei, le varie religioni cristiane pur collocandole in posizione di minoranza. Sicché, nelle principali città siriane, cristiani maroniti e caldei hanno sempre vissuto, negli ultimi anni, relativamente in pace e sviluppato le loro attività che si situano generalmente nell"ambito borghese: professioni e commerci.

Gli Stati Uniti d"America però sono fortemente collegati attraverso l"Arabia Saudita con i movimenti popolari islamico-sunniti che sperano di portare nella democrazia. Hanno favorito lo sviluppo in Turchia del governo di Erdogan che ha costituito una specie di “democrazia cristiana-islamica” e in Egitto appoggiavano Morsi, anche lui espressione di una corrente islamico popolare. Gli ascemiti sono invece largamente egemonizzati dall"Iran e oggi trovano un appoggio nella Russia di Putin perché servono a bloccare gli islamici all"interno dei confini russi come si sa da secoli in lotta per l"indipendenza.

Questo quadro, come si vede, complica assolutamente il paesaggio politico del Medio Oriente e non dà alcuna certezza di collocamento. Peraltro anche un pacifismo cieco non ha poi possibilità di sviluppi politici nelle varie direzioni di cui bisogna tenere conto. Questo spiega perché la signora Clinton, già segretaria di stato di Obama nel precedente mandato e che si dice aspirante alla candidatura per la presidenza per i democratici, tace in modo assoluto. Il Senato e la Camera dei rappresentanti americani si esprimono con stentate maggioranze dove si accorpano elementi di estrema destra con elementi di estrema sinistra. Insomma, a parte il digiuno che Pannella ha immediatamente rilanciato a tre giorni, la signora Bonino non sbaglia a stare riparata dai venti di tempesta che provengono dal vicino Oriente, anche perché le operazioni di guerra degli USA saranno sempre molto costose in termini di dollari (speriamo non di vite umane) e anche solo accostarsi a loro vuol dire tirar fuori pacchi di bigliettoni e il Presidente Letta potrebbe anche sentirsi male

Pubblicato su Linkiesta

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