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Rosy: la Lady di ferro all’italiana

Uno strepitoso successo

Rosy Bindi, la società civile ed i salotti di Milano

di Giacomo Properzj - 15 ottobre 2007

La signora Rosy Bindi ha ottenuto nelle elezioni primarie del PD a Milano e in Lombardia un discreto successo (oltre il 20%). Anche in Veneto ha raggiunto e talvolta superato il 20%. Meno bene gli è andata nella sua nativa Toscana dove non è riuscita a superare l"11% ma a Milano, in alcuni seggi del centro, ha raggiunto percentuali anche più incoraggianti. Cosa è successo? E" successo che sulla Bindi si sono venuti sommando i voti della “società civile” (i salotti per intenderci) e i voti della tradizione cattolica di sinistra ancora abbastanza bene organizzata come dimostra il successo anche in Brianza della signora. Questa sommatoria ha dello straordinario e prova che non solo Grillo è uno statista ma che la cosiddetta antipolitica è penetrata profondamente nel pensiero della società borghese scardinando qualsiasi logica spinoziana.

Rosy Bindi è notoriamente contro il divorzio e contro le proposte di divorzio breve cioè i tentivi di alleggerimento della legge per poter ridurre i tempi con cui si arriva alla sentenza di divorzio (la Sacra Rota è molto contraria al divorzio breve per ragioni di concorrenza giacché ad oggi è più rapida del Tribunale Ordinario). Sempre la Bindi è contraria all"aborto, che considera un omicidio, alla pillola del giorno dopo e all"aborto chimico. E" contraria alla fecondazione assistita e sostenitrice dell"attuale legge la quale, tra l"altro, fa divieto alla fecondazione eteroclita e sottopone a sanzione penale ogni ricerca scientifica sulle cellule staminali. Al tempo del referendum sulla F. A. si attenne alle indicazioni del Cardinale Ruini e non andò a votare per determinare la decadenza del quorum (Prodi andò invece a votare). La signora Bindi è fortemente contraria ovviamente all"eutanasia ma anche al testamento biologico e a qualunque forma di interruzione della vita vegetativa non più recuperabile. Recentemente, sempre la signora Bindi, ha manifestato una certa simpatia per il burqa mentre non sembra avere nessuna simpatia per i Dico o altre forme di unione tra omosessuali o, peggio, tra etero sessuali che rifiutano il matrimonio formale.

Tutte queste posizioni, naturalmente viste a contrario, sono state per lungo tempo il patrimonio della borghesia laica e progressista che combatteva nella società la sua battaglia contro il medioevo in agguato e tutto questo particolarmente a partire dal *68 secondo una logica che arrivava dai paesi occidentali e anglosassoni. Oggi la signora Bindi, durante la sua campagna elettorale, è stata accolta dagli applausi scroscianti di un circolo di femministe che avevano vietato l"ingresso agli uomini e ha raccolto il voto per esempio di Rosellina Archinto, espressione, a suo tempo, della società laica e moderna milanese. E" probabile che l"anagrafe abbia il suo peso in tutto questo ma anche la confusione mentale e la mancanza di buone letture. Per altro la spiegazione più chiara ce la dà il capolista in regione della lista Bindi, Riccardo Sarfatti, che in un"intervista alla “Repubblica” (E ora Sarfatti presenta il conto - 15/10) dichiara che dopo il relativo successo elettorale egli che si sentiva personaggio marginale e non consultato dovrà contare di più cioè, in altre parole, da società civile transitare a ceto politico.

Questa infatti appare l"aspirazione degli agitati esponenti del mondo dei salotti quella cioè di poter diventare anche loro dei “politici”, rilasciare interviste, sorridere alla televisione e dichiarare banalità. Non così Rosy Bindi che ha le sue idee molto ferme in testa un suo elettorato di suore ed organizzazioni religiose che non la molla, l"odore del minestrone che l"accompagna e il medioevo prossimo e venturo presso il quale spera di condurci.

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