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L'Isae: rischi per le fasce più povere

Una riforma delle tariffe dannosa?

L'Istituto critica Bersani e l'Authority per l'Energia ed il Gas. Regime da rivedere

di Alessandro D'Amato - 28 novembre 2007

Non aiuta i soggetti deboli. Induce distorsioni nell’equità complessiva del sistema. E, se non verranno contemporaneamente ristrutturata la tariffa e ripensata la soglia di riduzione del costo della bolletta, il rischio è che le fasce povere continueranno ad essere sempre più penalizzate dalle tariffe elettriche. E’ una critica puntuale e circostanziata, quella contenuta nel rapporto dell’Isae su politiche pubbliche e redistribuzione presentato ieri, che pone sotto la lente di ingrandimento la riforma delle tariffe elettriche made by Bersani, e non risparmia neppure appunti all’azione dell’Autority per l’Energia ed il Gas. Corrado Pollastri, che per l’Isae ha curato questa parte del rapporto, dice: “Il meccanismo di tariffazione, creato attraverso un sistema generalizzato di agevolazioni agli utenti con consumi bassi, non tiene conto della dimensione del nucleo familiare. Così, la tentata penalizzazione per gli ‘spreconi’ ottiene effetti contrari rispetto a quelli auspicati. Il costo medio nella tariffa transitoria del kilowatt/ora è di 14,5 cent per i nuclei unifamiliari, poi sale al di sopra dei 16,5 per le famiglie con appena tre componenti, e via via cresce sempre di più. Ma i nuclei più ampi sono già di per sé costretti a consumare di più, senza che ciò significhi essere degli spreconi”. C’è da dire, però, che il processo di riforma è stato condizionato da una forte preoccupazione per l’impatto sulle bollette della transizione: visto che gli aggravi sarebbero arrivati al 20% per un quarto degli utenti, superare le attuali distorsioni sembra oggi davvero difficile.

Ma l’Isae chiama in causa anche l’esecutivo e il regolatore. L’Autorità non ha ancora risolto il nodo del sussidio incrociato alle fasce deboli; e solo rivedendo il regime tariffario si potrebbe invece introdurre il meccanismo compensativo. Altrimenti, spese le risorse che potevano essere utilizzate per controbilanciare l’aumento delle bollette, ci sarebbero poi grandi resistenze all’introduzione di un nuovo regime. “Preoccupa invece – conclude l’Isae – che il regolatore abbia proposto una tariffa per il prossimo anno sostanzialmente uguale a quella del 2007”. Ancora più severo il giudizio sulle mosse del governo: “La bozza di decreto – dice ancora l’Istituto – prevede una riduzione di costo per tutti coloro che hanno fino a 7500 euro di reddito (il 25% del totale). La tutela delle fasce povere avrebbe richiesto un intervento incisivo e molto selettivo, contrariamente alla compensazione, che invece implica agevolazioni a pioggia”. Altra efficacia avrebbe avuto invece assicurare l’erogazione della quantità minima di energia necessaria in funzione della numerosità famigliare ai nuclei più deboli. La soluzione? Rifare le tariffe che compongono la bolletta in modo sincrono. Possibilmente in coincidenza con il nuovo anno. Altrimenti, man mano che il mercato si svilupperà, intervenire sarà sempre più difficile.

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