ultimora
Public Policy

Berlusconi? È un prodotto della sinistra

Una politica sempre più noiosa

Passeranno decenni prima che l'Italia possa tornare ad essere un Paese pienamente liberale, prima ancora che democratico

di Luca Bagatin - 15 aprile 2011

Discutere di politica, ormai, è diventata la pratica più difficile e noiosa del mondo. Un tempo, almeno sino a vent"anni fa, la politica, appassionava. Oggi annoia al punto che nemmeno io, che pur questa volta sarò candidato in prima persona (alle amministrative di Pordenone, come Repubblicano in una lista civica Indipendente), non ne scrivo più, se non sempre più raramente. E i discorsi sono sempre gli stessi: tutti a dire il meglio o il peggio di Berlusconi.

Ora, in assenza di argomentazioni consistenti, capisco che sia più facile parlare per tifoserie. Ma lo potrei capire meglio se si parlasse di argomenti che non riguardano grandi approfondimenti, analisi o ragionamenti. Nella fattispiecie, purtuttavia, non si tratta nemmeno di parlare per tifoserie: si parla di un"unica persona che, francamente, fra cinque-sei anni o forse meno, in Italia, non conterà nemmeno più nulla. Perché mai non si riesce ad andare oltre il berlusconismo ? Perché non ci sono argomenti. Perché si preferisce delegare la risoluzione dei problemi agli altri. Perché non esistono più i partiti politici. Questo stato di cose ha un"origine ben precisa: il biennio giustizialista del "92-"93. Preparato ad arte già alla metà degli anni "70 dal connubio Pci-Dc. Si approfondisca un po", non ci si lasci ingannare dalle apparenze e si vedrà bene che gli spazi di discussione sono stati ridotti da una classe politica ideologizzata che, da almento trent"anni, fa e faceva riferimento a precise forze eversive.

Berlusconi non è nato a caso e così la Lega: sono le vere costole della sinistra cattocomunista che in Italia, nei numeri, è destinata a perdere, ma dal "94 ad oggi è purtroppo destinata a governare (grazie agli appoggi sottobanco dei vari "Prodinotti" prima ed oggi dei Bersani, Di Pietro, Vendola). Sinistra cattocomunista che è destinata a governare, dicevamo, e a governare male. E si vede. E ciò sin tanto che non torneremo a parlare di problemi concreti, non si tornerà alla democrazia dei partiti ed a una legge elettorale che consenta il massimo della rappresentatività possibile.

E sin tanto che non nasceranno e cresceranno generazioni che approfondiranno il loro passato ed avranno la capacità ed il coraggio di opporsi a quelle forze estremiste che hanno prodotto l"attuale stato di cose. Passeranno decenni prima che l"Italia possa tornare ad essere un Paese pienamente liberale, prima ancora che democratico. E purtroppo c"è chi, in questo stato di cose, ancora ci marcia e ci gode.



www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario