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Public Policy

Evitiamo la perdita di sovranità

Una costituente per l'Europa

Affidarsi all'Ue è l'unica via percorribile

di Angelo Romano - 07 novembre 2011

Il "Financial Times", una delle tante "voci" dei mercati e dei "mercanti", si arroga il diritto di stabilire chi debba essere il Primo ministro italiano, come chi il successore di Papandreu in Grecia. Le scelte, ovviamente, cadono su tecnocrati di sicuro orientamento "mercatista", come Monti per l"Italia e l"ex vice della Bce per la Grecia. I governi di Libia ed Iraq sono stati spazzati via con la forza perché non più funzionali agli interessi petroliferi, in Afganistan si é imposta con la guerra una forzata quanto ipocrita "esportazione della democrazia" per ragioni di oleodotti e oggi l"attenzione comincia a spostarsi sull"Iran, con la scusa della "bomba". Il Fondo Monetario Internazionale ormai manda "ispettori" nei Paesi in debito di credibilità finanziaria. Sono tutti episodi che fanno riflettere sul senso effimero della sovranità nel mondo globalizzato e che fanno comprendere quanto questa sia sempre più limitata. Prima della caduta del muro la limitazione della sovranità era dettata da ragioni politiche, ideologiche e militari, oggi dalle ragioni del mercato. Ogni Stato, nominalmente sovrano, deve piegarsi alle necessità di una standardizzazione globale che sempre più somigliano a quelle della "normalizzazione" sovietica. In questo quadro c"é una sola cosa sensata che possono fare i popoli europei: cedere volontariamente sempre più ampie quote di sovranità nazionale all"Europa Unita. Che va fatta in fretta, prima che sia troppo tardi. Solo questa opzione é in grado di restituire "credibilità", autorevolezza e tenuta prospettica al vecchio continente, prima che sia maciullato da interessi che guardano altrove, perché le occasioni di profitto sono altrove. Il primo passo é quello di aggregare i Paesi dell"area Euro poi, se vorranno starci, tutti gli altri. Sarebbe anche un modo per riformare tutto il riformabile, per ridimensionare i cosi della politica su scala europea, per rottamare classi dirigenti insufficienti ed apparati parassitari, per demolire corporazioni anacronistiche, per ridimensionare il potere crescente dell"euroburocrazia, per temperare le sterili competizioni tra "Stati fondatori". Una "Costituente per l""Europa", questa é la mossa vincente, visto anche il fallimento dei reiterati tentativi di varare, ad assetti esistenti, una "Costituzione europea". Chiamare i popoli a scegliere i costituenti dell"Europa politica, dar loro un mandato ampio per scrivere le nuove regole, per disegnare i nuovi assetti, per trovare le formule giuste per essere finalmente uniti, per fare delle differenze la vera ricchezza ed il robusto cemento di una nuova Europa.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario