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Europee con sbarramento, sarà vera chance?

Un sogno chiamato Strasburgo

Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizione Liberale alla conquista dell’Europa

di Luca Bagatin - 02 febbraio 2009

Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che il sottoscritto, da quando ha acquisito il diritto di voto, non è mai riuscito - alle elezioni politiche – ad incidere nell"elezione di un solo deputato o di un solo senatore. Nessuno dei partiti che ho votato in precedenza è infatti mai riuscito ad andare oltre lo sbarramento previsto dalla legge elettorale maggioritaria per l"accesso alla Camera o al Senato (visto anche che non ho mai votato, in tali elezioni, per partiti coalizzati).

Mi sono sentito e mi sento dunque totalmente esautorato dal voto, ininfluente, impotente politicamente. E dunque, anche alle imminenti elezioni europee, se cambieranno – come pare certo accadrà - la legge elettorale ed introdurranno questi astrusi sbarramenti al 3, 4 o 5%, non avrà alcun senso che mi rechi alle urne. E molti altri elettori con me. Siamo dunque inorriditi nel sentir parlare, ancora una volta, di riforma della legge elettorale per le elezioni europee.

Già di per sé è stata una truffa nei confronti di noi cittadini-elettori, l"aver introdotto una legge elettorale maggioritaria per le elezioni politiche (abolendo le preferenze pergiunta!. In Europa, poi, esistono chiare e precise famiglie e tradizioni politiche che in Italia sono state spazzate via da coloro i quali oggi rappresentano il nulla politico e culturale (i due calderoni Pd-PdL).

In Europa vi sono in primis Popolari, Socialisti, Liberali ed ancora Sinistra Europea, Verdi, Nazionalisti ecc.... In Italia il Partito Democratico non ha ancora deciso la sua collocazione fra le tre (figuriamoci un po"!), visto che a comporlo vi sono iscritti e componenti il gruppo dirigente che appartengono a tutte e tre le famiglie europee.

Il Popolo delle Libertà ha già deciso (più che altro l"ha deciso il suo leader) di collocarsi nella famiglia dei Popolari ed è gia qualcosa. Per quanto eminentissimi esponenti di questo “calderone” siano dichiaratamente Socialisti ed altri Liberaldemocratici.

La Lega Nord si collocherebbe probabilmente fra i Nazionalisti. Con lo sbarramento al 3, al 4 o al 5 % rischierebbero di entrare nel Parlamento di Strasburgo – ma non è affatto scontato - anche quelli dell"Italia dei Valori (che si dicono liberali...per quanto abbiamo fortissimi dubbi in merito, viste anche le recenti sparate di Di Pietro contro il Quirinale) e quelli dell"UDC che sicuramente sono Popolari. Sostanzialmente l"Italia rischierebbe di eleggere, così, a spanna, un buon 80% di Popolari, un 10 % di Nazionalisti, il restante 10% non è dato bene di sapere ove o come si collocherà.

Bella democrazia il nostro Paese! Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizione Liberale, scomparse ufficialmente nel lontano 1992. E poi, fra l"altro, ultimamente in Parlamento ci si lamenta che i partiti sono troppi, sic! E si dice anche che questi partitini (ma quali?) impedirebbero ai governi di governare! Ma se Silvio Berlusconi ha oggi la maggioranza per fare le riforme necessarie senza che nessuno gli dia fastidio (a parte la Lega, che sull"abolizione delle Province non ci sente), ci chiediamo se il motivo di certe mancate-riforme siano per caso causa del PRI o del Nuovo PSI, noti partitini della maggioranza che oggi si vorrebbero falcidiare con neonate leggi elettorali epurative.

Ma se proprio da quei partitini storici arrivano, ovvero sono arrivati, determinati progetti di riforma portati avanti dal PdL (dal ritorno al nucleare, alle misure sociali, alla riduzione della spesa pubblica, all"abolizione degli enti inutili)! Siamo alla schizofrenia politica, ma tant"è.

Chi scrive ha notoria simpatia per Partito Repubblicano Italiano (al quale è iscritto), per il Nuovo PSI e per il Partito Liberale Italiano di Stefano De Luca (che ha votato e sostenuto alle ultime elezioni politiche). Se non vi fossero sbarramenti di sorta (e quindi il rischio di non avere nemmeno un eletto) sarebbe possibile rilanciare una lista della Casa Laica, collocata nell"ELDR (Liberali e Democratici Europei), che comprenda questi tre partiti, candidando solo ed unicamente under 40 e rilanciando il progetto per gli Stati Uniti d"Europa, ovvero per un Europa finalmente politica, che non discuta solo ed unicamente di pere e mele o di burocrazia, bensì di prospettive per noi giovani cittadini europei.

Probabilmente sogno.....come sempre. Essendo purtuttavia e mio malgrado un tipo estremamente pratico mi immagino ciò che nei fatti – ahinoi - accadrà: sbarramento al 4 o 5%; liste calderone PD-PdL con tanti attori, cantanti, sportivi, mezze calze, cartapecore; l"Europa questa sconosciuta; Strasburgo che formaggio è! La solita sbobba all"italiana, insomma. Ed allora varrà la pena rimanere a casetta propria, disertando in massa le urne.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario