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Costruiamo una Costituente liberaldemocratica

Un programma di 10 riforme radicali

Gli step necessari da seguire per dar vita a un’alternativa valida al bipolarismo mediatico

di Luca Bagatin - 01 ottobre 2007

Il 29 settembre presso il Centro Congressi Cavour di Via Cavour 50/A a Roma, si è tenuta l"assemblea nazionale della Costituente Laica e Liberaldemocratica che ha visto coinvolti laici, liberali e repubblicani. L"assemblea è organizzata dal Forum per l"Unità dei Repubblicani e dalla Federazione dei Liberali e mira ad aggregare tutte le forze laiche che si riconoscono a livello europeo nell"Eldr mediante un programma di 10 riforme radicali.

Riforme che si sostanziano in: riduzione degli sprechi nelle istituzioni puntando all"abolizione delle province (storica battaglia repubblicana) ed allo snellimento della Pubblica Amministrazione e riduzione della spesa pubblica; riforma della giustizia tale da garantire la certezza della pena, separazione delle carriere fra giudice e PM, depenalizzazione dei reati minori, costruzione di nuove carceri; reintroduzione del nucleare al fine di ridurre le importazioni di energia dall"estero e ridurre l"utilizzo di petrolio, incentivo all"utilizzo di biomasse attraverso il riciclo dei rifiuti; apertura immediata di nuove imprese riducendo la burocrazia connessa ad esse, introduzione di una normativa sul licenziamento libero connesso all"introduzione di ammortizzatori sociali per sostenere la mobilità del lavoratore, sgravi fiscali sulle assunzioni; rivalutazione della scuola pubblica e forti incentivi alla ricerca scientifica; abolizione dell"Irap, riduzione delle aliquote Irpef entro un valore massimo del 30%; rilancio delle battaglie sui diritti civili e riaffermazione della laicità dello Stato; rilancio degli Stati Uniti d"Europa e di un"Europe federata ed alleata agli USA.

Mi pare che queste ragioni (che trovate illustrate al link http://www.noiragioniamo.it/index_file/Page473.htm) siano assolutamente condivisibili e da sostenere. La Costituente Laica e Liberaldemocratica fa il paio con la Costituente Liberalsocialista lanciata a Bertinoro da Lanfranco Turci alcuni mesi fa. Purtuttavia entrambe le Costituenti non si sbilanciano nel voler costruire un"alternativa comune all"attuale bipolarismo controriformista. Entrambe, insomma, non dichiarano apertamente la loro avversione all"Unione ed alla Cdl, ovvero ai due poli conservatori, bensì si dichiarano unicamente "distanti dal Partito Democratico e dalla Casa delle Libertà".

La qual cosa mi appare assai limitata, soprattutto se le due Costituenti nascono unicamente per accordi elettoriali che si fermano alle sole elezioni europee o alle sole politiche. Diversamente, un progetto Liberaldemocratico-Repubblicano-Liberalsocialista (che aderisca in Europa tanto all"Eldr quanto al Pse contrapposto all"estrema sinistra, all"estrema destra ed ai Popolari) con le riforme di cui sopra: civili, europeiste, atlantiche, liberali e libertarie contrapposto alla conservazione italiana che vede unite l"Unione prodian-veltroniana (alleata ai Poteri Forti, alle banche ed ai comunisti) e una fantomatica Casa delle Libertà senza libertà (conservatrice nei diritti civili e in economia), sarebbe non solo auspicabile ma anche l"unica alternativa per l"alternanza a questo bipolarismo mediatico e ad un"antipolitica dilagante dovuta proprio al monopartitismo imperfetto Union-Cidiellino incapace di riformare il nostro Paese alla radice.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario