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Parlamento senza Governo

Un comico si è bevuto due pagliacci

Tutti gli schieramenti devono mettersi attorno ad un tavolo e cercare di condurre in porto questa nave chiamata Italia.

di Luca Bagatin - 27 febbraio 2013

E" proprio il caso, questa volta un comico è riuscito letteralmente a inghiottirsi, ingollarsi, sorbirsi, i voti dei due maggiori protagonisti della scena politica dell"ultimo Ventennio (non a caso scritto con la "V" maiuscola): Bersani e Berlusconi che, sino all"altro giorno, governavano assieme a Mario Monti.

Beppe Grillo ed il suo Movimento Cinque Stelle supera il 25% dei consensi e, da solo, conta quasi quanto la coalizione Cattocomunista e quella Clericofascista, che ancora stanno lì a immaginare scenari futuri e futuribili, alleanze e pastrocchi. Da sempre non abbiamo mai creduto nel Movimento di Grillo, nel senso che è un pastrocchio esso stesso, di persone senza una coscienza ed una cultura politica alle spalle e - soprattutto - solo apparentemente organizzato dal basso e, di fatto, di proprietà del suo stesso fondatore, ovvero Grillo medesimo. Tale Movimento, ad ogni modo, non manca di suggestioni interessanti, come ad esempio il fatto che è composto da persone totalmente sconosciute e nuove che - oggi elette in massa in Parlamento - chissà mai che cosa combineranno. Sarà questa, finalmente, la lezione che i partiti tradizionali ed autoreferenziali debbono imparare ? Quante volte abbiamo detto e scritto che - anche nei partiti cosiddetti "storici" - andavano ed andrebbero candidati emeriti sconosciuti che, magari, hanno titoli e meriti per avere una rappresentanza ?

Che cosa ci fanno ancora i Bersani, i Berlusconi, i Maroni-Calderoli ed i Casini in Parlamento ? Ad ogni modo, i risultati di queste elezioni - ove il non voto aumenta (e non siamo fra coloro i quali ci siamo rifiutati di partecipare all"esercizio di un voto inutile, con una legge elettorale incostituzionale ed antidemocratica) e l"instabilità è palese - devono e dovranno far riflettere. I risultati di queste elezioni dovrebbero innanzitutto zittire i capi delle grandi coalizioni, i quali ancora adesso si accapigliano in televisione alla ricerca di quello zerovirgola in più che permetterebbe loro di avere un pur inutile "premio di maggioranza". Dovrebbero innanzitutto far capire a lorsignori che non ci sarà, di fatto, alcuna maggioranza di governo, bensì debbono tutti quanti mettersi attorno ad un tavolo (Centrosinistri, Centrodestri, Grillini, Montiani) e cercare di condurre in porto questa nave chiamata Italia. Almeno sin tanto che sarà possibile e sino a quando non saranno riscritte le regole del gioco, ovvero una nuova legge elettorale che, chi scrive, auspica o maggioritaria purissima o proporzionale purissima, ove il primo partito abbia la possibilità di governare autonomamente, mentre l"opposizione controlla e propone. Lo capiranno mai, lorsignori, oppure continueranno a mostrarci il loro triste e patetico teatrino e gioco delle parti ?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario