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Subito una nuova legge elettorale

Un bipolarismo bastardo

Tre tornate di <i>mattarellum</i> hanno moltiplicato i partiti e aperto la strada al declino

di Cesare Greco - 22 giugno 2005

Sul Giornale del 19 giugno, Salvatore Scarpino torna a parlare di bipolarismo, anzi di voglia di bipolarismo. “A rischio di sembrare ingenuamente ottimisti – scrive – è il caso forse di guardare al bipolarismo italiano come a certi malati cronici perennemente ‘in declino’ e irrimediabilmente pallidi che raggiungono i cent’anni partecipando ai funerali di tutti i loro medici, e ancora che indietro non si tornerà”. Noi siamo tra coloro che volentieri applicherebbero l’eutanasia a questo malato che, più che cronico, appare affetto da una grave patologia congenita che lo ha fatto nascere già in coma irreversibile perché senza cervello.

Spesso si legge e si sente nel corso di paludati convegni, che l’attuale sistema elettorale ha comunque il merito di aver garantito l’alternanza. Su questo punto siamo assolutamente d’accordo, non solo, ha introdotto un meccanismo dell’alternanza talmente perfetto da non consentire alla stessa maggioranza di vincere le elezioni politiche per due legislature di seguito. Il problema dunque, e non ci pare di poco conto, è che ha garantito l’alternanza tra blocchi di partiti assolutamente incapaci di governare il Paese con un minimo di coerenza politica. L’alternanza non è un valore in sé e non consente un miglioramento del quadro politico-istituzionale se si verifica tra schieramenti nei quali l’azione di governo avviene sulla base di compromessi al ribasso, indotti dai ricatti e veti incrociati tra partiti che stanno insieme unicamente per fare massa critica e sono politicamente divisi quasi su tutto. Tale è stato il primo governo Berlusconi, tale è stato il successivo governo di centro-sinistra e tali appaiono l’attuale maggioranza e l’attuale minoranza.

A sostegno della sua tesi, Scarpino cita proprio la maggioranza che sosteneva il primo governo Berlusconi e che sostiene l’attuale che, pur avendo affrontato ribaltoni e scossoni era sostenuta da ragioni talmente solide e percepibili da poter essere rinnovata. Quella maggioranza era talmente solida che si autoinflisse ribaltoni e scossoni grazie allo sfilarsi di uno dei sottoscrittori, la Lega Nord di Umberto Bossi, perdendo le elezioni successive a favore dell’Ulivo prodiano, dopo due anni circa di lazzi e insulti (ricordate il bossiano Berluskaz?). Ciò che è avvenuto in seguito dà ragione a Salvatore Scarpino quando afferma che le difficoltà del centro-sinistra sono dovute non all’inadeguatezza del sistema, ovvero il contenente, ma alla strutturale incompatibilità dei contenuti. Il problema è che nei fatti tale incompatibilità riguarda ambedue gli schieramenti. Se nel centro-sinistra appare difficile conciliare Rutelli e Bertinotti, Mastella e Diliberto, nel centrodestra An, Udc e Lega non mostrano tra loro maggiore affinità su cosucce come l’Europa, la politica industriale e l’unità nazionale, tanto per citarne alcune.

Purtroppo il declino, che da ormai troppo tempo denunciamo, non riguarda il bipolarismo, riguarda la società italiana, la sua economia, il suo tessuto industriale, la capacità delle famiglie di affrontare senza patemi la quotidianità. E se le elezioni amministrative hanno rappresentato un “tagliando” di medio termine, dai risultati ci pare che i controlli di questa litigiosa e ingessata maggioranza siano risultati, per oltre l’85% delle regioni, negativi, con evidenti, grosse ipoteche per il futuro. Non potrebbe essere altrimenti con un bipolarismo bastardo che, non permettendo maggioranze omogenee, rende le coalizioni incapaci di risolvere i gravi, strutturali, problemi del Paese condannandole, dopo l’eventuale vittoria, alla successiva sconfitta.

Noi non siamo a priori contrari al bipolarismo, siamo contrari, e fortemente, a questo bipolarismo, ovvero al sistema elettorale di cui è l’inevitabile portato. L’esperienza ci ha insegnato a detestarlo e a considerarlo una delle cause del declino italiano, sicuramente uno dei maggiori ostacoli al dispiegarsi di una efficace azione politica. Tra tutti i sistemi elettorali a disposizione in Europa, dal doppio turno alla francese al proporzionale con sbarramento alla tedesca, ci si è inventati un maggioritar-proporzionale figlio evidentemente più dell’astuzia che dell’intelligenza politica. Da tale unione tra generi diversi non poteva che scaturire un bastardino che, a differenza di quanto avviene nel mondo animale, appare molto ma molto più stupido dei suoi vecchi genitori.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario