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Da Scotti a Prandini, tra molti velleitarismi

Terza Repubblica senza nani e ballerine

I nostalgici della Prima Repubblica si riciclano nella Seconda fingendo di volere la Terza

di Società Aperta - 06 marzo 2006

Fioriscono le iniziative terzaforziste, anche se poi finiscono sempre con l’accasarsi o di qua o di là. Società Aperta lo ha già detto a chiare lettere nei giorni scorsi, quando si era palesata una fantomatica lista con il nome (abusivo) di Terza Repubblica e nientemeno che la candidatura (richiesta via lettera, sic!) di Luca Cordero di Montezemolo, e lo ribadisce ora: l’alternativa a questo bipolarismo bastardo è una cosa seria, non un gioco per goliardi o una riesumazione di “cadaveri politici” della Prima Repubblica – come paiono i tentativi di Scotti, Prandini e altri ex Dc, cui per fortuna e intelligentemente Silvio Lega si è sottratto – o ancora, come nel caso di Maurizio Scelli, tentativi di adescamento di una delle due coalizioni (nello specifico il centro-destra). Se si vuole definitivamente chiudere il capitolo – rovinoso per il Paese – della Seconda Repubblica e costruire la Terza come passaggio storico verso la modernizzazione e il rilancio del ruolo dell’Italia, mettendo fine alla stagione del declino, occorrono un progetto e una classe dirigente all’altezza della sfida. Società Aperta è nata per questo, non per cercare posti di terza fila nelle liste elettorali altrui. Gli strapuntini li lasciamo volentieri agli altri. Ma per favore, che evitino di raccontarci che vogliono la Terza Repubblica: questi sono nostalgici della parte peggiore della Prima, e non sfigurano tra i nani e le ballerine della Seconda.


SCOTTI LANCIA IL TERZO POLO
ROMA, 28 febbraio 2006 – AgenParl – Enzo Scotti ha rotto gli indugi e ha presentato ieri il simbolo del Terzo Polo – Federazione di Centro con il quale conta di presentarsi alle elezioni di aprile, sfidando entrambi gli schieramenti contrapposti.
Il Terzo Polo si propone di rappresentare “l’anima democratica, liberale e cattolica del nostro Paese”, colmando “un vuoto democratico”.
“L’analisi di Scotti – dice all’AgenParl Gerardo Bianco della Margherita – è più condivisibile, così come non si può prendere atto del fallimento di Marco Follini e dello sterile agitarsi dell’Udeur. Ma le condizioni per il grande centro francamente non le vedo”.
In effetti, l’uscita di Scotti è stata preceduta da un intenso lavorio, ad esito del quale non si è riuscito neppure a tenere uniti tutti gli ex-democristiani che avevano promosso in un primo tempo l’iniziativa. In particolare, Silvio Lega, già vicesegretario nazionale della Dc, non ha ritenuto di poter dare il contributo suo e del suo gruppo di comunità al Terzo Polo, in quanto vi si negava la leadership.

ELEZIONI: SCOTTI, RACCOLTE LE FIRME PER IL TERZO POLO
UN ATTO DI CORAGGIO CONTRO IMMOBILISMO E DECADENZA
ROMA
(ANSA) - ROMA, 6 MAR - "Nonostante il pochissimo tempo, la mancanza di organizzazione e di mezzi in molte regioni italiane sono state raccolte le firme per le liste del Terzo Polo. E" stato un miracolo politico". Così Vincenzo Scotti, capolista delle liste Terzo Polo, commenta la nascita della nuova forza politica. "Da molti italiani - continua - viene auspicata la costituzione di un Terzo Polo per superare la dimostrata debolezza dei due poli ad affrontare i nodi strutturali della crisi della Repubblica e la decadenza dell"economia italiana. L"aveva tentato Francesco Cossiga con Upr. L"aveva considerato necessario Mario Monti per sanare l"economia. Follini ci aveva provato. Mastella ha rimandato a dopo le elezioni. Noi abbiamo pensato che fosse necessario cominciare a costruirlo subito partendo da una piccola palla di neve che si stacca dalla montagna". "E" un atto di coraggio - conclude - in un sistema politico incapace di affrontare le sfide della competizione mondiale. Negli ultimi cinque anni a sinistra non è nato il partito democratico e nel centro destro non è nato il partito popolare europeo. Contro l"immobilismo e il dominio delle estreme si può cominciare a costruire il Terzo Polo". (ANSA).


PRANDINI VORREBBE TORNARE IN PARLAMENTO
ROMA, 28 febbraio 2006 – AgenParl – L’ex ministro Gianni Prandini è deciso a tornare in Parlamento. Non si è arreso di fronte alle tante difficoltà che ha incontrato nel proporsi come candidato alle liste di centrodestra e centrosinistra che intendono partecipare alle elezioni. E finalmente sembrerebbe essersi accasato. La lista Consumatori – Difesa civica Democristiana lo accoglierebbe in Lombardia. La questione ora, però, è tecnica. Prandini non vorrebbe essere terzo candidato dopo i leader dei due movimenti, Carlo Rienzi e Pino Pizza, che saranno in testa alle liste in tutta Italia. Ma vorrebbe essere lui stesso capolista. Se, infatti, la formazione ottenesse dei quozienti, si aprirebbe il gioco delle opzioni dei capilista e Prandini non si fida di nessuno.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario