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Dopo la rinuncia di Ciampi a un suo bis

Superati “fattore K” e berlusconismo

La politica italiana sta manifestando segnali di poderosi cambiamenti culturali

di Antonio Gesualdi - 04 maggio 2006

Sdoganati, definitivamente, anche i comunisti ora dobbiamo riscrivere la Costituzione.
Se D"Alema, un rappresentante degli italiani delle regioni del Centro, come ho auspicato nel mio ultimo libro "Un"altra Italia", dovesse riuscire a diventare Presidente della Repubblica dovremmo cominciare a dare per superato, finalmente, il fattore K. Stiamo superando anche il berlusconismo e supereremo, grazie al Presidente Ciampi, anche il "metodo Ciampi". Con buona pace dell"anti-politica.
Oggi Francesco Speroni, europarlamentare della Lega Nord, ha espressamente dichiarato: "tra un ex democristiano (Marini) e il vice di Craxi (Amato) preferisco uno che con la Prima Repubblica non aveva nulla da spartire". Quanto dicevamo ieri a proposito della Lega Nord "di sinistra" trova una conferma. E Speroni aggiunge: "D"Alema ha sempre avuto un ottimo rapporto personale con Bossi e anche con me". Se il berlusconismo si è fermato a Vicenza, il leghismo potrebbe avere l"esigenza di abbandonare Roma, ma lasciandovi qualche grande amico. Chi meglio di un Presidente della Repubblica?
Lo sdoganamento del comunismo, seguito dalla sconfitta del berlusconismo, significherà per il centro-destra quanto Società Aperta, da anni, va sostenendo: la ridefinizione di una identità della rappresentanza laico-cattolico moderata. Dovrà, necessariamente, significare il fallimento sia del partito unico di centro-destra, sia di quello di centro-sinistra perché il centro dovrà ritornare a rappresentare se stesso... il centro. E questo accade in tutte le democrazie mature, europee occidentali. La rappresentanza politica, moderata, non deve essere costretta a scegliere con quale "meno peggio" estremista aggregarsi per battere alle elezioni il "peggiore del meno peggio". Di questo non se ne può più e il voto del 10-11 aprile, da questo punto di vista, a me pare chiarissimo: imbarcando le estreme non si vince bene!
Dunque un D"Alema Presidente della Repubblica potrebbe essere, soprattutto, un segnale culturale, prima ancora che politico, del superamento degli steccati storici e ideologici. Per questo motivo potrebbe essere il momento di ritrovare in un"Assemblea Costituente o in una Terza Camera - come l"ha definita l"emerito Presidente Cossiga - un passaggio di nuova costruzione su modelli non ideologici del futuro di questo grande Paese che è il nostro.
E non a caso il Presidente Ciampi rinuncia - in quanto "anti-politico", essendo egli mai stato eletto nel nostro Parlamento - alla candidatura offerta dal centro-destra. E" finita l"anti-politica e dunque i tecnici tornino al proprio lavoro. E al metodo Ciampi, espresso in una fase di crisi acuta del sistema istituzionale, ora va ripreso il "metodo Cossiga": ovvero il partito o la coalizione che ha la maggioranza relativa si dovrà adoperare per proporre alle opposizioni un candidato, o una rosa di candidati, ed eventualmente trovare un accordo. Nel caso non ci fosse questo accordo la maggioranza avrà il diritto di andare avanti da sola. Nel nostro ordinamento è il Parlamento allargato che decide il Presidente della Repubblica non il popolo con elezioni dirette o altre menate populiste varie. Del resto lo scenario in caso di vittoria del centro-destra non prevedeva Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica? E il fatto che il centro-destra, abbia proposto Ciampi (che ha fatto bene a non accettare perché altrimenti sarebbe diventato un "politico" di parte) e poi Letta sta a significare che si ritiene la partita già persa in partenza.
D"Alema Presidente della Repubblica potrà significare che il Paese non ne può più dei comunisti che metterebbero in pentola i bambini o che se li mangiano e pure che tutto quello che non è di sinistra è fascista. Vogliamo politici seri, campagne elettorali pragmatiche e responsabilità politiche di governo non di consorterie inamovibili che sventolano, da tutte le parti, la paura del nemico. Si dà il caso che Silvio Berlusconi, Massimo D"Alema, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini siano concittadini!!!
Da subito sarà necessario ricostruire una Terzo Polo di rappresentanza di valori pragmatici, riformisti, moderati e liberal-democratici e soprattutto sarà necessario assicurare al Paese, sempre, l"alternanza vera di governo. Su questo la sinistra - in primis D"Alema (qualunque sia il suo personale destino professionale) - dovrà garantire che non ci sarà nessuna deriva autoritaria, né di sinistra né di destra. Alla fine del berlusconismo, altrimenti, assisteremo anche all"inizio della fine del dalemismo.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario