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Socialismi di destra e di sinistra

Strabismo Craxiano

Stefania e Bobo divisi nelle scelte politiche e dall'interpretazione dell'eredità del padre

di Giuliano Gennaio - 30 giugno 2005

Questa volta i panni non si potranno lavare in famiglia. Il percorso politico di Bobo e Stefania Craxi si scinde e, a ridosso delle elezioni politiche del 2006, i fratelli hanno operato le loro scelte. Stefania Craxi va controcorrente rispetto al fratello e sceglie il centrodestra, dopo un travagliato parto ideologico. Bobo Craxi, dopo cinque anni di centro-destra, ha capito che di riformismo nella Cdl non ce ne è mai stato e strizza l'occhio all'Unione, magari attraverso Boselli.

Altro che unità socialista, però. Se si getta un'occhiata alla diaspora socialista, si vede come le forze socialiste nelle due coalizioni non hanno nessuna voglia di perdere poltrone. Attuali o future.

Stefania cerca spazio nel centro-destra, ricevendo i commenti positivi di Margherita Boniver, Chiara Moroni e Stefano Caldoro. Bobo, invece, punta tutto sulla vittoria dell'Unione e sale sul carro del vincitore (futuro), accolto da Paolo Pillitteri (zio dei fratellini) e Giusy La Ganga.

Stefania crede che la scelta del fratello serva alla sinistra per poter archiviare il caso Craxi e si dichiara addolorata, afflitta e anche indignata dalla possibilità che D'Alema, Fassino e Veltroni, ma soprattutto Di Pietro, possano riabilitarsi agli occhi dei socialisti. Bobo crede che il futuro dei socialisti sia nel centro sinistra, evitando di soffermarsi ancora sui rancori passati. Una candidatura in vista in Lombardia per Stefania e una per Bobo in Sicilia. Dalle Alpi al Mediterraneo questa famiglia non finisce di stupire. E di tormentarsi.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario