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La presunta storia Fini – Prestigiacomo

Stampa autorevole o “popolare”?

In Italia non ci sono quotidiani scandalistici, ma i giornali si prestano al gioco della mutanda

di Davide Giacalone - 13 maggio 2005

La cosa ha dell’incredibile, ma le prime pagine dei quotidiani italiani ospitano la straordinaria notizia che potrebbe esservi stata una relazione fra il vice presidente del Consiglio ed un ministro donna. Addirittura il Corriere della Sera e Repubblica, per illustrare la succosa vicenda, utilizzano la stessa identica foto, che non ritrae nulla, se non una conferenza stampa nella quale lui sembra inclinarsi verso lei, probabilmente per dirle qualche cosa. Segno di una morale, di un’estetica, di una cretineria comune, fra le due testate.

Lo chiamano “gossip”, ma dalle nostre parti trattasi di pettegolezzo. Roba da cortile, si diceva una volta, quando esistevano i cortili. Oggi non ci sono più, in compenso, in giro per il mondo, c’è la cosiddetta stampa popolare, ovvero fogli quotidiani che sparano le notizie con gran clamore, cercando scandali e pettegolezzi e stampando il tutto a colori. Da noi no, questo tipo di quotidiani non c’è, noi li abbiamo resi settimanali: da Novella 2000, in giù, od in su, a seconda dei gusti. E dato che non c’è la stampa popolare sono i quotidiani che pretendono d’essere autorevoli a prestarsi al giuoco della mutanda. Non ci guadagnano lettori, ma, in compenso, mostrano una poliedrica capacità di battere il terreno.
Lui, il vice presidente del Consiglio, ha ufficialmente condannato la cosa definendola robaccia maschilista (nega di aver conquistato, insomma, ma non riesce neanche ad immaginare l’ipotesi di essere stato concupito). Il Corriere della Sera gli risponde con un commento da prima pagina: no, è stata una faccenda femminista, perché sarebbe stata lei a convertire lui su determinati temi politici. Roba da gente alticcia. Almeno lei, la signora ministro, sembra aver conservato il senno: è solo spazzatura. Esatto, proprio così.

Ma, alla fin fine, la faccenda è vera o no? Pensandoci bene, chi-se-ne-frega.

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