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Una campagna elettorale immaginaria

Sondaggi e schizofrenia italiani

Molti si dicono indecisi, solo perché non esiste l’opzione insoddisfatti

di Davide Giacalone - 21 marzo 2008

I sondaggi elettorali neppure li leggo, che negli ultimi anni sono stati la sagra della fregnaccia. Inoltre, oramai, sono divenuti strumenti di propaganda, e dato che il cliente è spesso un partito politico, ascoltarli è un po’ come dare credito all’oste che decanta il proprio vino. L’unico elemento significativo che emerge, fin qui, è facilmente accertabile parlando con gli amici o chiedendo a tassisti e persone del mercato: molti si dicono indecisi, sol perché non esiste l’opzione insoddisfatti. Non so se questo si tradurrà in maggiore astensione, e neanche mi sembra importante, ma è il segno di un collasso politico i cui altri sintomi si vedono ad occhio nudo.

Premesso ciò, Repubblica mette in prima pagina un sondaggio della Demos-Coop, dove le intenzioni di voto sono divise per tipologia di lavoro. Anche in questo caso i risultati non sono sorprendenti, ma significativi. Lo sapevamo già, insomma, ma è utile ripeterlo. Capita che gli italiani impiegati, e che devono il loro reddito alla spesa pubblica, preferiscano la sinistra, mentre operai a basso reddito, lavoratori autonomi e liberi professionisti la destra. I pensionati confermano la regola, buttandosi a sinistra. Vi risparmio i numeri e riassumo la sostanza, perché mi pare il degno specchio di una totale illusione.

Gli stipendi degli impiegati statali sono aumentati significativamente, e più dei redditi nel settore privato, durante il governo di centro destra. Tecnicamente, quindi, quegli elettori sono degli ingrati. In realtà essi sentono l’avversione propagandistica di chi continua a parlare della macchina statale come di una cosa negativa (ed in gran parte lo è), e tale disagio non è compensato dall’essere stati coperti di quattrini. Il comportamento elettorale, degli uni e degli altri, insomma, segue poco la realtà dei fatti e si lascia guidare dalle suggestioni. Pertanto: la sinistra è vissuta come garanzia di conservazione, a dispetto delle continue promesse di riforme liberali e liberalizzatrici; mentre la destra è vissuta come potenziale scassa sistema, a dispetto di un’intera legislatura passata con molte riforme restate lettera morta.

In queste condizioni si conduce una campagna elettorale immaginaria, senza che le parole destino particolare interesse presso gli elettori. Berlusconi sostiene che molti dei presunti indecisi, in fondo, hanno già scelto. Con ogni probabilità ha ragione, solo che non hanno esercitato un giudizio, ma si sono mantenuti fermi nel pregiudizio. Peccato che lo scollarsi degli interessi reali dai comportamenti elettorali può indicare due cose, diverse ma non necessariamente incompatibili: una progressiva schizofrenia nazionale, o l’irrilevanza delle scelta, perché non è poi tale.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario