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La malagiustizia e le colpe della politica

Silvio va compatito, Sircana biasimato

Garante e Guardasigilli sono vacui. Ma se l’uomo è vittima il politico è responsabile

di Davide Giacalone - 16 marzo 2007

La notizia mi ha colto di sorpresa: il garante della privacy è tornato dalle vacanze. Era partito prima dell’estate, non so dove diretto, ed ha rimesso piede in ufficio questa settimana, accorgendosi indignato di quel che i giornali stavano pubblicando. Ancora stanco per il lungo viaggio, ha preso provvedimenti (inutili). Non può che essere così, perché noi, con specifico riferimento all’inchiesta potentina, scriviamo e denunciamo deviazioni fin dall’estate scorsa.

Mi sono spinto fino a “difendere” Vittorio Emanuele Savoia, io, repubblicano che almeno un sussidiario scolastico lo posseggo e so che la casata è complessivamente indifendibile. Ne ho parlato a proposito di Sottile, portavoce di Fini, beccandomi le solite critiche e sorbendomi le lezioncine di chi è sempre pronto a moraleggiare sui fatti altrui. Ma la “concussione sessuale” non c’era, e non di meno tutti abbiamo potuto leggere quel che il citato, ed a me sconosciuto, signore diceva al telefono, con un fraseggio certo non alato. Ma ora capita che nella pattumiera capiti il nome di Silvio Sircana, ed il garante interviene adesso solo perché è appena tornato dalle vacanze. Altrimenti sarebbe intervenuto prima.

L’intervento è comunque inutile, perché da quell’ufficio si vuol proibire la pubblicazione di notizie che: 1. si riferiscono a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico; 2. riguardano notizie, dettagli e circostanze eccedenti rispetto all’essenzialità dell’informazione; 3. attengono a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale. Parole al vento, perché nel primo e nel secondo caso chi stabilisce cos’è d’interesse pubblico e cosa “eccedente”? mentre nel terzo caso neanche so cosa sia la “sfera sessuale” (si compra? come si usa?). Se anche i tre punti fossero un tantinello più precisi ed aspirassero ad una qualche applicazione, il che comporterebbe la chiusura di gran parte dei settimanali pettegoli, sarebbero comunque inutili, perché il vero problema non sono i giornali che pubblicano, ma le procure che conducono inchieste senza approdare a processi.

Il problema sono quei verbali, ovviamente pubblicati, in cui un procuratore s’incaponisce a chiedere a delle fanciulle con chi sono state a letto e chi ce le ha mandate, con una curiosità del tutto mal risposta, perché l’assenza di denunce da parte delle stesse già denota che, in ogni caso, o erano volontarie o comunque ben disposte. E la risposta migliore l’ha data una delle interrogate: vado a letto con chi mi pare e non vengo a raccontarlo qui. Il problema sono intercettazioni telefoniche invasive e numerosissime, il tutto nel tentativo di individuare reati francamente di nessuna particolare pericolosità sociale. Ma che si vuol scoprire, che le ballerine mostrano le gambe ed i facoltosi ci spendono i denari? Ma si procurino copia dei quadri di Toulouse Lautrec.

S’indigna, il ministro della giustizia, e manda un’ispezione. Ma ha idea di cosa sarebbe successo se un’ispezione fosse stata mandata ad una procura dalle cui carte fosse saltato fuori il nome del portavoce di Berlusconi? Ed in quel che ho appena scritto non c’è nulla d’ipotetico. Sarà l’ennesima ispezione inutile, i cui esiti si perderanno nel tempo e nello spazio, così come l’inchiesta penale. Resterà la fanghiglia a sporcarci le scarpe, l’ennesimo mostro di una giustizia che produce inchieste ma non sentenze. Per questo ho voluto manifestare la mia solidarietà al Silvio Sircana. Alla persona. Perché il dirigente politico che non ha mai trovato modo di portare una qualche voce contro questo modo d’intendere la giustizia ha colpe politiche con le quali deve fare i conti.

www.davidegiacalone.it

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