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Patiti e alleanze verso la Terza Repubblica

Si va verso il sistema tedesco

Attese scissioni e alleanze. Come sempre. Ma chi dovrà governare ce lo disse già Einaudi

di Antonio Gesualdi - 19 marzo 2007

La sinistra Ds uscirà dal partito. Del resto è nella storia della sinistra italiana la scissione. E" il risultato della presenza di un grande blocco al Centro dell"Italia che gli antropolitologi come me definiscono "comunitario". Ci sono almeno tre sinistre nel nostro Paese (quella socialdemocratica del Nordest, quella anarco-socialista del Nordovest, Sud e Isole e quella comunista del Centro) e questo comporta le ripetute scissioni e ricomposizioni.

Il quadro, ora, appare abbastanza chiaro ed è quello che abbiamo più volte descritto: nascerà un Partito democratico che andrà ad occupare l"area socialista e liberale e, contemporaneamente, si trasformerà la rappresentanza comunista. Mentre continuerà ancora ad essere esclusa dalla politica nazionale l"area socialdemocratica che è - per via della popolazione di appena 6 milioni e mezzo di persone - fortemente minoritaria e impiantata nel Nordest. E comunque governata dal centro-destra.

Dunque stiamo correndo ad una certa velocità verso il sistema tedesco, dopo la riunificazione, con un partito post-post comunista che andrà intorno al 10%? Pochi si sono già accorti che noi italiani nel sistema tedesco ci stiamo da almeno 30 anni! Il segretario di Rifondazione comunista, Giordano, si è detto favorevole ad un sistema elettorale alla tedesca con uno sbarramento del 5%. Gioco forza, dunque, anche per i Comunisti italiani, i Verdi e tutti quelli che sono intorno al 2%, aggregarsi. Ed è pronto anche il programma. Sempre il leader di Rifondazione indica: non violenza (Ghandi), discorso uomo-donna (Adamo ed Eva), l"ambiente (Dante Alighieri o Darwin) ed eguaglianza e libertà (rivoluzione, ma quella francese già fatta più di 200 anni fa).

Come si vede niente di nuovo nell"orizzonte social-verde-comunista italiano. Così facendo i comunisti italiani potrebbero superare Alleanza nazionale e diventare il terzo partito nazionale, mandando di nuovo in stallo la governabilità perché si creerà la stessa dinamica politica che oggi preoccupa i tedeschi. Con la differenza che in Germania Spd e Cdu non ci pensano un minuto a patteggiare con il Linke, mentre in Italia i cugini del Partito democratico e della Sinistra comunista insceneranno - con gran tormento di tutti - l"angoscioso dilemma del dialogo o del tradimento. Cosa che oggi già accade, in forme minori, nelle regioni rosse del Centro Italia dove è in via di "scongelamento" la subcultura rossa. Allora andrà in piazza un post-Nanni Moretti che dovrà arringare le diverse anime della sinistra ed esortarle: "non perdetevi di vista!". E via girotondando per un"altra ventina d"anni.

A destra, naturalmente, scuotono le teste. Giovanardi non vuole neppure sentir parlare del sistema elettorale tedesco e giura che gli italiani preferiscono il maggioritario. Come se in questi 15 anni, gli italiani, avessero vissuto sulla luna. Casini sta moderando i bollenti spiriti - del resto è "giovanissimo": ha solo 50 anni! - e non può perdere, dopo Follini, anche un Giovanardi e un Buttiglione. E finché ci sarà vita, per Berlusconi s"intende, ci sarà speranza. Alla Lega Nord, poi, stabile sotto il 4% - e col previsto crollo alle prossime amministrative - il sistema tedesco è compatibile solo con il suicidio. Per il momento, quindi, la crisi di governo è servita a tutti per dire che alternative a Prodi non ce ne sono a breve. E solo un Presidente picconatore avrebbe potuto tirare uno scherzetto come si deve e far saltare questo giochino delle tre carte.

Proposta: perché non superiamo sia il modello tedesco e pure quello francese? Che sono due sistemi che stanno facendo acqua da tutte le parti? In Germania il sistema elettorale è andato nel pallone dopo aver imbarcato tutto quel voto comunista dell"ex DDR. A Berlino votano tutto a sinistra in una strada e tutto a destra nella strada di fronte qualsiasi cosa succeda! Cosa che in Italia succede da oltre 60 anni. In Francia si sono bruciati il secondo turno perché le proposte politiche si sono talmente annacquate - per paura di Le Pen - che si è finiti in un vero e proprio proporzionale da primo turno. I nostri cuginetti d"oltralpe non votano più il partito che preferiscono, come dovrebbe essere, ma quello che pensano potrebbe avere più chance di vittoria. Dunque si comportano, avendo un sistema con ballottaggio, come se ne avessero uno maggioritario. Nel 2002 ne è venuta fuori una schifezza e quest"anno ci sarà la riprova.

La vita italiana potrebbe essere quella suggerita da Luigi Einaudi ne "Lo scrittoio del Presidente": un "ballottaggio preventivo". Si vota in un solo turno, ma si possono votare più partiti. L"elettore vota, in prima battuta, il partito che preferisce e poi anche un altro paio di partiti che "preferisce di meno". Si evitano così "il mercato delle vacche" tra il primo e il secondo turno e tutte le degenerazioni del proporzionale o del maggioritario. Si vota disponendosi, politicamente, come in un maggioritario, ma si calcola il consenso come in un proporzionale. Governa chi ha un programma politico e un"identità omogenea e che piace, mediamente, alla stragrande maggioranza degli elettori. Questo sistema, oggi, in Italia, potrebbe convenire a tutti. Non è poco.

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