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Public Policy

Altro che “attacco politico a orologeria”…

Separiamo politica e giustizia

Cav. vs magistratura: un braccio di ferro che dura da anni

di Massimo Teodori - 22 maggio 2009

Sarà sempre troppo tardi per la salute della Repubblica quando gli italiani comprenderanno che la lotta politica non si fa per via giudiziaria e l’amministrazione della giustizia non può rispondere alla logica politica. E’ questa l’idea che suggeriamo di fronte al nuovo conflitto tra alcuni settori della magistratura e il presidente del Consiglio: un conflitto che ormai è così lungo da essere divenuto insopportabile.

In un sano rapporto tra poteri istituzionali, e tali sono la politica e la giustizia, nessuno dovrebbe attaccare l’altro a suon di scomuniche, insulti e delegittimazioni. E’ perciò che le parole ascoltate sulla sentenza Mills dovrebbero essere cancellate dal vocabolario istituzionale. Non hanno senso le proposizioni dei politici giustizialisti che chiedono le dimissioni di Berlusconi “altrimenti si ricorre all’impeachment”, né le richieste al premier di spogliarsi del ‘lodo Alfano’ che è legge dello Stato approvata da una larga maggioranza.

Ma non giova alla separazione dei poteri neppure l’accusa demonizzatrice che Berlusconi rilancia verso i magistrati parlando di “un attacco politico a orologeria” Giustizia e politica, politica e giustizia: due parallele che dovrebbero procedono senza mai incontrarsi, anzi senza mai scontrarsi.

Pubblicato da “Il Tempo” del 22 maggio 2009

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario