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La malattia senile dei nostri tempi

Scalfaro e il falso bipolarismo

L'ex presidente dice che l'attuale legge elettorale è incostituzionale

di Davide Giacalone - 05 febbraio 2008

Secondo il peggiore presidente, fin qui, della storia repubblicana, Oscar Luigi Scalfaro, l’attuale legge elettorale sarebbe incostituzionale ed antidemocratica. Il che è troppo, anche per un vecchio rudere reazionario come lui. Non di meno egli, con il suo vilipendio, ci aiuta a segnalare cosa occorre seppellire del passato-presente, se solo si vuol dar respiro al futuro. L’attuale legge elettorale è sbagliata e criticabile, per due ragioni. La prima è che, contrariamente a quel che si disse allora (anche da parte della sinistra) non è affatto proporzionale, ma adotta il maggioritario sbagliato, quello del premio in seggi alla coalizione vincente. Noi lo scrivemmo allora, mentre i critici di oggi blateravano d’altro: il maggioritario si concilia con la nostra Costituzione, ma il premio di maggioranza no. Potrebbero, ad esempio, i parlamentari della sinistra eletti grazie al premio, votare un governo Marini? Secondo la Costituzione sì, ma secondo il sistema elettorale no. La seconda ragione per cui quella legge è detestabile sta nell’avere consegnato il governo a Prodi. Con il vecchio sistema elettorale il centro destra avrebbe vinto, con il nuovo si è fregato da solo. E quella legge ha funzionato benissimo, tant’è che con poche migliaia di voti di vantaggio la sinistra ha avuto la maggioranza assoluta degli eletti, più il premio. Salvo il fatto che al Senato ha preso meno voti della destra. Se queste cose fossero state dette e scritte, come noi abbiamo fatto, al manifestarsi dell’evidente pareggio elettorale, allora si sarebbe nel campo dell’onestà. Ma dirle, come fa Scalfaro, dopo avere determinantemente appoggiato un governo che si reggeva proprio grazie a quella legge, significa essere … Scalfaro. Quest’esperienza (brutta) dimostra che se si agisce solo sul sistema elettorale non si rimedia ad alcun male, e che si deve mettere mano a riforme profonde, anche di natura costituzionale. Per farlo occorre un approccio politico serio e responsabile, che sappia rivolgersi a tutti gli italiani e sappia utilizzare tutte le forze politiche disponibili. Ricreare un comune sentire repubblicano è indispensabile, pur non rinunciando a diversità d’opinioni e programmi. Lo scalfarisno è la malattia senile del falso bipolarismo. La si curi, o, se non basta, la si amputi.



Pubblicato da Libero di martedì 5 febbraio

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