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La proposta di Pannella scuote il centrosinistra

Sì alle Primarie per il Quirinale

Avvicinerebbero nuovamente i cittadini alla politica

di Paolo Bozzacchi - 06 febbraio 2006

Avvicinare la politica ai cittadini. Questo lo spirito della proposta del leader storico radicale, Marco Giacinto Pannella, che prevede lo svolgimento di elezioni primarie per l’indicazione del candidato di maggior favore popolare alla Presidenza della Repubblica. Anche se potrebbe sembrare l’ennesima idea per far raggiungere alla popolarissima Emma Bonino qualche incarico istituzionale di prestigio, l’iniziativa segue lo spirito dell’esperimento di grande successo delle Primarie organizzate dall’Unione, e soprattutto coinvolgerebbe gli elettori in un processo (quello elettivo) che li vede tradizionalmente esclusi in favore dei partiti politici.

La proposta ha imbarazzato gli alleati dei radicali nel centrosinistra. Primo fra tutti Francesco Rutelli, che ha dichiarato: “per una cosa seria come il Quirinale, no a primarie”. In questo modo l’ex radicale, ora Presidente della Margherita, ha dimostrato di attribuire grande importanza alle indicazioni popolari solo quando queste ultime possono sorridere al suo partito, evitando accuratamente una bella figura.

Eppure lo spirito dell’articolo 83 della Costituzione sembra dare ragione all’idea altamente democratica di Pannella. Secondo il testo “il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri e all’elezione partecipano tre delegati per ogni regione, in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze”. Proprio il coinvolgimento diretto dei rappresentanti regionali, infatti, avvicina quanto più possibile (per l’epoca) il procedimento elettivo ai cittadini.

Lo svolgimento di una consultazione primaria, quindi, darebbe da un lato ai rappresentanti politici un’indicazione popolare precisa (invece che affidarla ex post alle società specializzate nei sondaggi), del gradimento dei cittadini verso una delle candidature, e d’altro canto conferirebbe all’elezione un valore ancora più rappresentativo dello spirito nazionale. In due parole tornerebbe ad avvicinare i cittadini alla politica. E di questo se ne avverte profondamente il bisogno.

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