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Un movimento liberalsocialista di massa

Riformatori contro conservatori

La sfida oggi in Italia si gioca tra chi ha voglia di cambiare e chi no

di Luca Bagatin - 03 settembre 2007

La sfida oggi in Italia e forse anche nel mondo, non si gioca più solo o tanto nel binomio destra-sinistra, quanto piuttosto nella capacità e volontà di governare gli eventi per mezzo di progetti di ampio respiro. E" in tal senso che ritengo vada visto il network "Decidere.net" lanciato alcuni mesi fa dall"ex Segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone con i suoi 13 punti (che vanno tassa piatta al 20% passando per una semplificazione burocratica, la riforma delle pensioni e ammortizzatori sociali: modello welfare to work sino all"abolizione degli ordini professionali e del valore legale del titolo di studio sul modello anglosassone) e le iniziative che questi intraprenderà il 22 ed il 29 settembre prossimi per la riforma delle pensioni e la riduzione del carico fiscale. C"è chi in Italia ritiene che queste cose siano "cose di destra" ed io mi chiedo davvero il preché. C"è chi ritiene che le "cose di sinistra" siano solo ed unicamente quelle che fanno entrare in gioco lo Stato sempre, comunque ed ovunque. Le "cose" che prevedono la lotta all"evasione fiscale e la difesa del posto fisso.

Ora, posto che il sogno del posto fisso è bello ma è spesso concretamente una pia illusione: è normale che uno Stato serio si preoccupi della lotta all"evasione fiscale, quanto altrettanto normale dovrebbe essere che lo stesso si occupasse di introdurre congrui ammortizzatori sociali per chi un lavoro non ce l"ha., Evidentemente, e con nostro grande disappunto, l"Italia è lontana tanto per quanto concerne la prima, quanto la seconda questione. Ad aggravare il tutto c"è una pressione fiscale in continuo aumento, insostenibile e probabilmente se non sicuramente addirittura controproducente. Riterrei pertanto che la sfida andasse oggi vista in questo senso: riformatori contro conservatori dello status quo.

L"ex sindacalista Giuliano Cazzola, socialista doc, tutt"altro che "de destra" come qualcuno potrebbe maliziosamente ritenere, ha lanciato per il 20 ottobre prossimo un evento nazionale (probabilmente un Convegno scientifico, a suo dire) per la difesa della legge 30 del 2003, ovvero quella passata sotto il nome di Legge Biagi, una legge certamente non perfetta, ma che, se applicata in toto con i congrui ammortizzatori sociali previsti, potrebbe consentire una vera riforma del mercato del lavoro per molti giovani inoccupati e non solo. Da qualche tempo si parla di Costituente Socialista e, guarda caso, le riforme di cui sopra provengono proprio da ambienti e personalità della galassia liberalsocialista. Per quanto personalmente non sia per nulla fiducioso nella nascita di un nuovo Partito Socialista (tanto più con il contirbuto della vecchia nomenklatura e dei fuoriusciti della sinistra Ds) e auspicando piuttosto la nascita di un Movimento Liberalsocialista di massa non solo socialista ma anche liberale, libertario e liberista, ritengo che solo puntando su questi temi concreti e contingenti possa nascere un terreno fertile per tutti i Riformatori, ovvero i Progressisti del nostro Paese.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario