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Public Policy

Un Paese a scarsa vocazione democratica

Riflessioni politiche

Politica e società italiana di ieri e di oggi a confronto

di Luca Bagatin - 04 dicembre 2007

Da diverso tempo sto riflettendo sulla relazione fra la politica italiana di oggi e quella di ieri e sulla relazione fra la politica di ieri, quella di oggi e l"attuale società italiana. Perché, infatti, mentre nel 1892 ci fu l"esigenza di costituire un grande partito dei lavoratori denominato Partito Socialista e nel 1895 si costituì un"altro grande partito della democrazia e del lavoro che prese il nome di Partito Repubblicano, con moltitudini di iscritti e simpatizzanti disposti financo a morire per il proprio ideale, oggi abbiamo solo dei contenitori mediocri fatti di parole vuote, composti da molti generali e da poco esercito e soprattutto fondati sullo slogan e su mirate campagne di marketing fini a sé stesse?

Per carità, non ho nulla contro il marketing: figuriamoci, ne sono un sostenitore. Ma, nel momento in cui, per avere "appeal" si fa un uso pressoché unico di tale strumento di comunicazione allora significa non avere, nei fatti, alcun contenuto. Ora, sappiamo tutti che le idiologie sono crollate, e che per varie vicissitudini si è passati da una Prima ad una Seconda Repubblica. Non voglio però qui entrare nello specifico, in quanto rischierei di andare anche troppo fuori tema. Ritorno quindi a bomba: mentre alla fine dell"800 sono sorti dei partiti che miravano all"emancipazione dell"individuo e che sorgevano spesso dalla base dei lavoratori, dei cooperatori, dei piccoli produttori, di intellettuali borghesi....dagli anni "90 ad oggi abbiamo assistito alla nascita di "partiti di plastica", con pochi militanti e molti generali. Partiti basati spesso su figure carismatiche e appoggiati da grandi gruppi industriali, bancari e della comunicazione mediatica. Questo tanto a "destra" quanto a "sinistra". Peraltro bisognerebbe aprire una parentesi: dagli anni "90 ad oggi l"Italia conobbe e conosce una strana "destra", tutt"altro che liberale, costituita dagli eredi del fascismo, dai leghisti e da un partito non meglio definito ideologicamente guidato da un imprenditore estraneo alla politica. Allo stesso identico modo il nostro Paese conobbe e conosce una strana "sinistra" capitanata ed egemonizzata da ex comunisti ed ex democristiani.

Le forze della democrazia laica e liberale (Liberali, Socialisti, Repubblicani) erano completamente stati spazzati via, come nel fascismo e tutt"ora faticano a riemergere. Ecco che oggi assistiamo ad un"ulteriore "mutazione genetica" nei cosiddetti "partiti di massa", ulteriormente svuotati da qualsiasi radice storica e culturale italiana ed europea: da una parte abbiamo un Partito Democratico (fusione fra post comunisti e post democristiani) e dall"altra un Partito delle Libertà. Curiosa mutazione davvero se pensiamo che questi due "supermercati" di "libertà" e "democrazia" si trovano ad operare in un Paese a scarsa vocazione democratica e liberale: si pensi specialmente alla sua storia recente e relativamente recente fatta anche di divieti a particolari settori della ricerca scientifica, di regole non certe per quanto concerne la giustizia, di impossibilità per le coppie non sposate di vedersi riconosciuti diritti naturali, di mantenimento di aziende di Stato tutt"altro che in ottima salute, di scarso rispetto ed applicazione della Costituzione Repubblicana e si potrebbe continuare. Ho cercato così di fotografare la situazione attuale che potrei allargare anche alle varie Costituenti socialiste e liberaldemocratico-repubblicane. Che senso ha continuare ad affannarsi senza una base militante solida? La base militante si forma o si dovrebbe di norma formare su esigenze concrete. Oggi la base militante è scarsa. In compenso abbiamo moltissimi individui che inseguono facili slogan, promesse di futuri radiosi, e tutto quanto si fa loro bere per mezzo dei mass media. Un tempo ci si aggregava attorno ad un"idea, ad un progetto, ad un "iniziativa.

Oggi ci si disgrega di fronte al telegiornale, alla partita di calcio, e nei vari centri commerciali: ciascuno alla ricerca dell"ultimo modello di telefonino. Ed i prezzi, intanto, sono in aumento. E nessuno si chiede il perché o il percome e ciascuno continua a votare il suo Partito Democratico del Popolo Libero di Bananas. Mi chiedo quante persone riflettano su queste semplici questioni. E mi chiedo quante persone abbiano veramente la volontà di studiare ed approfondire la storia e la cultura financo politica del nostro Paese: dal glorioso Risorgimento sino all"Involuzione della Seconda Repubblica. Già sarebbe qualcosa, credetemi. In questi giorni sul mio blog, non a caso, ho postato un brano tratto da "Lo straniero misterioso" di Mark Twain. In esso si spiega chiaramente come in generale la "maggioranza" sia facilmente preda di una "minoranza" di individui che fanno più baccano e di come proprio in questo modo le monarchie, le oligarchie politiche e le religioni istituzionalizzate abbiano preso tanto piede nella Storia al punto di soggiogare il popolo bue. Mi chiedo quanto ancora dovremo vedere ripetersi questa emblematica scena specie un Paese medievale come il nostro ove si preferisce lanciare il sasso e nascondere la mano e soprattutto tenersi saldo il prosciutto sugli occhi per evitare, spesso, di pensare.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario