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E allora... Giannino

Repubblica romana e Fare

Varrebbe la pena disertare le urne, se non fosse che almeno una personalità, fra le tante mezze calze,che crede ai principi liberali e repubblicani.

di Luca Bagatin - 08 febbraio 2013

Appare scontato, anche se non dovrebbe esserlo. Che cosa appare scontato ? Che nessuno, o quasi, sappia che cosa sia accaduto il 9 febbraio del 1849. Che questa data passi, da sempre, sotto il più totale silenzio. Che nessuno dica che il 9 febbraio 1849, per la prima volta nella Storia d"Italia, entrò in vigore una Costituzione civile, democratica e liberale, molto più liberale dell"attuale Costituzione della Repubblica dei partiti e dei loro lacchè, fondata nel 1948. Il 9 febbraio 1849 fu proclamata, a Roma, la Repubblica Romana. Voluta da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi, fondata su principi di laicità, libertà e moralità. Principi che l"Italia post-risorgimentale, fascista e postfascista (e mai autenticamente antifascista) ha del tutto dimenticato e disconosciuto. Oggi negli Stati Uniti d"America, in Inghilterra ed in Francia si parla di matrimonio omosessuale, così come ieri si parlava di eutanasia e di suicidio assistito; di ricerca scientifica; di opportunità di lavoro per i giovani cervelli e si garantiva ciò. Ciò che il nostro Paese incivile, partitocratico, socialista in favore dei più forti e fascista nei confronti dei più deboli, non ha mai nemmeno voluto sentir nominare.

Da noi Mario Monti incassa l"appoggio del Vaticano che, a sua volta, trova la sua sponda nel Pd di Bersani e nel PdL di Berlusconi. Ovviamente, in tutto ciò, nessuno ricorda quei giovani combattenti della Repubblica Romana, i quali si batterono contro il Vaticano (e non già contro il cristianesimo o contro il cattolicesimo, tutt"altro !) per garantire che la libertà dei singoli fosse a garanzia della libertà di tutto il popolo. "Dio e Popolo", non a caso, era il motto di Giuseppe Mazzini. Un Dio al di sopra dei dogmi papali ed al di sopra delle beghe del Potere di ieri e di oggi. La Repubblica Romana, pur nella sua breve esistenza, dimostrò come con la forza del popolo sovrano, civile e democratico, possano nascere leggi giuste. Ovvero l"esatto opposto di quanto accaduto con l"avvento degli autocrati e dei partitocrati senza principi.

Oggi noi ricordiamo la Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, ma pensiamo al 24 febbraio 2013, ove nessuno più parla di diritti civili e di garanzie democratiche. Pensiamo che varrebbe la pena disertare le urne, se non fosse che almeno una personalità, fra le tante mezze calze, ancora a quei principi crede e con quei principi si è sempre presentata. Stiamo parlando di Oscar Giannino, liberale e repubblicano della prima ora che non a caso ha voluto mettere in piedi un"operazione de-ideologizzata per FARE per fermare il declino del Paese. Ovvero non per "chiacchierare a tarallucci e vino", magari spartendosi e lottizzandosi le poltrone e/o i sottogoverni.

Ecco quindi che il ricordo della Repubblica Romana potrebbe tornare vivo ed attivo proprio grazie a Giannino ed a FARE per Fermare il Declino, ed in questo senso è necessario che ci si attivi. Che ci si attivi contro l"imperversare dei Bersani-Berlusconi-Monti, il cui ritorno è terribilmente di nuovo dietro l"angolo. Ed il Paese, che ha già purtroppo conosciuto i Pio IX, i Mussolini, i Togliatti, i Fanfani, i Berlinguer, gli Andreotti ed i De Mita, non può davvero più permetterselo.

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