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I rottamatori

Quando "scassare" fa bene ai trentenni

Elogio di Matteo Renzi e degli altri giovani Pd. Nella speranza che l'intraprendenza non dimentichi i contenuti

di Paola Nania - 28 ottobre 2010

Sì! Rottamiamo, scassiamo, critichiamo, cambiamo, facciamo rumore. In un Paese immobile, che in fondo in fondo si compiace di esserlo, ben venga l’iniziativa di Matteo Renzi.

Per chi si fosse perso qualche passaggio, il riassunto è semplice: il sindaco di Firenze, Pd, 35 anni, faccia più giovane della sua età, si è stufato. E ha iniziato a dire che basta con questi vecchi della politica, quelli che si piazzano in Parlamento pur avendo perso tutto il possibile: è ora di rottamare! Il tutto rivolto ai maggiorenti del suo Partito Democratico che, neanche a dirlo, non l’hanno presa molto bene. “Rottamata io? Renzi è proprio un maleducato!” ha detto Angela Finocchiaro, prendendola molto (!) sul personale.

Ecco, capiamo bene ci si possa offendere e che alcune parole siano sopra le righe ma…Evviva! Come si fa a scardinare e a farsi un po’ di largo senza provocare e creare scompiglio? Come si fa soprattutto in un Paese come l’Italia, notoriamente gerontofilo e non proprio carino con i giovani?

Non torneremo a snocciolare il rosario dell’età media della nostra classe dirigente (altissima!); non ripeteremo che da queste parti avere 30 anni sembra un peccato imperdonabile (“Ah, ma sei giovane! Hai ancora tanto tempo!”). Ci compiaceremo solo della bella “faccia tosta” mostrata da Renzi, seguito da Pippo Civati (consigliere regionale Pd della Lombardia) e da Debora Serracchiani (europarlamentare).

I rottamatori (che bel nome!) si riuniranno a Firenze dal 5 al 7 novembre. Il Partito – quello fatto dai “catorci” – non ci sarà. Pazienza, Renzi. Continuate a rompere, dare fastidio, fare un po’ a gomitate. Attenti solo a riempire l’intraprendenza con dei solidi contenuti politici. E a non dimenticare il valore aggiunto di una bella esperienza alle spalle.

P.S. Che Dio la mandi buona! A Renzi e a tutti i trentenni, che se si svegliassero dal torpore non sarebbe male!

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario