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Sodaggi: dalla logica alla mania di farli

Quando il voto bisogna sudarselo

Facendo affidamento solo a un gruppo di elettori non si avrà mai il polso del Paese

di Antonio Gesualdi - 15 maggio 2006

Volevo affrontare un tema più serio, oggi, quello di dove gli italiani voteranno "sì" alla devolution e dove "no". Ne parleremo la prossima settimana perché oggi c"è questione più urgente e fondamentale per la nostra convivenza mediatica.
L"Ipsos circa un mese fa realizzò un"indagine commissionata da Condè Nest. Si tratta del "solito" sondaggio di opinione tramite interviste telefoniche (Cati) che interrompe un migliaio di persone dalle proprie attività cercando di ottenere una risposta su un tema che si presuppone gli interlocutori conoscano.
La domanda era: "quando ha deciso per quale partito votare?" Il 77% ha risposto "molto prima dell"inizio della campagna elettorale", il 10% "durante le prime settimane della campagna elettorale" e il 13%, più o meno metà e metà ha deciso "pochi giorni prima delle elezioni" o "il giorno stesso delle elezioni". Ora se proiettiamo queste percentuali (ma è un errore sia matematico che di logica) sulla popolazione italiana che ha votato (39.375.977) otteniamo i poco più di 5 milioni di italiani che avrebbero deciso negli ultimi giorni quale partito votare.
Si tratta dei famosi "indecisi" sui quali si sprecano fiumi di inchiostro e ore ed ore di talk show televisivi!
Vediamo la seconda domanda del sondaggio: "I duelli TV, come quelli tra Berlusconi e Prodi, hanno influenzato in qualche modo la sua scelta di voto?". Il campioncino Ipsos risponde di "no" nel 79% dei casi e "sì" nel 17%. Un altro 4% risponde di non aver mai seguito "duelli" alla televisione.
Se logicamente (ma siamo già parzialmente usciti dalla logica un minuto fa) continuiamo a ragionare su quei "poveri" 5 milioni di italiani che vengono strattonati di qua o di là ad ogni elezione alla fine ce ne restano 850.000: ovvero quel 17% dei nostri circa 5 milioni.
Indubbiamente si tratta di un gruppetto consistente di concittadini che saprà tutto anche sulle vicende private dei vip televisivi, dei telegiornalisti o chissà. Purtroppo questi italiani non sanno niente di politica, non hanno famigliari di cui fidarsi, non sono in un giro di amici, di lavoro eccetera, eccetera e dunque decidono all"ultimo minuto in base ai "duelli"!
Certamente si tratta di una quantità di elettori che se votassero tutti lo stesso partito farebbero un poco più del 2%. Logicamente (e dai!) se avessero un leader e un simbolo potrebbero pure candidarsi ad un ministero!
Altrettanto evidente è che quei "poveri" 850.000 italiani indecisi (ad ogni elezione sono sempre gli stessi?) quando decidono si spalmano sulle decide e decine di partiti che si contendono il voto (per la precisione erano 74 i simboli sulle schede delle elezioni del mese scorso). Questi "poveri" 850.000 ipoteticamente (ma siamo sempre fuori logica... politica) si sarebbero potuto spalmare equamente sui 74 simboli e quindi distribuirsi in numero di 11.500 circa per lista.
Se - raggruppandosi i partiti come hanno fatto all"ultima tornata – un polo può vincere per un distacco di circa 25.000 voti appare addirittura paradossale il fatto che neppure una "maratona televisiva" alla Berlusconi può cambiare la decisione di quel grande 87% che le decisioni politiche le prende quotidianamente e quando va a votare ha già bellamente deciso da tempo. Si tratta di oltre 34.000.000 di italiani che sono quelli che decidono il "vero" destino del Paese, politicamente e non logicamente, e quindi se ne impippano altamente dei "duelli".
I voti costano sudore per poterli ottenere, ma non il sudore che si produce stando sotto i riflettori televisivi.

PS - E" evidente - e logico - che tutto questo ragionamento non sta in piedi perché tenta di demolire la smania sondaggistica a parte da un sondaggio!

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