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Public Policy

Due modi per fare politica estera

Quando a sparare sono gli altri

Ecco perché gli israeliani sono arrabbiati con Obama e hanno deciso di far fare la guerra agli altri

di Flavio Pasotti - 17 luglio 2013

Fronte del sud: l"intelligence militare israeliana due mesi fa informa il ministro della difesa egiziano, generale Al Sisi, della intenzione del presidente filo americano Morsi di rimuovere con un golpe lui e il capo della Guardia Repubblicana (che si era rifiutato di eseguire arresti tra i capi dell’esercito e della magistratura) dai loro incarichi per mettere uomini piu" vicini sia a Morsi che agli americani. Le notizie sono di primissima mano, dato che vengono dal deposto capo dei servizi egiziano, dall’ex generale Tantawi e da autorevoli fonti del Pentagono leggermente contrariate per quel che Obama combina in Siria. Al Sisi si fida, e" amico degli israeliani, per quanto lo possa essere un egiziano, essendo ex comandante della seconda armata che in teoria avrebbe giurisdizione su Suez e il Sinai: salvo che come e" noto il Sinai e" semi smilitarizzato dopo gli accordi di pace con Sadat. In questa veste era l"uomo che parlava con gli israeliani sulla gestione della striscia di Gaza e della salvaguardia di Eilat, cioe" del controllo degli stretti che portarono alla guerra dei sei giorni (gli israeliani mica si tengono Eilat per le spiagge....).

Al Sisi ringrazia, manda a stendere l"ambasciatore americano al Cairo e i due generali americani che si presentano da lui, fa un accordo con El Baradei e con meta" dei partiti egiziani, vola segretamente in Arabia Saudita e successivamente negli emirati, Dubai e Qatar. Rientra con coperture finanziarie di prima mano pari a 12 miliardi di dollari da versare cash per sostituire i 4 scarsi devoluti dagli americani e procede con il golpe spiazzando il New York Times, organo ufficiale della Casa Bianca che si lancia in una battaglia verbale pro democrazia contro il golpe. Gli americani capiscono l"antifona e minacciano il ritiro del personale dell"ambasciata con la scusa della pericolosita" della situazione ricevendo come risposta un "prego si accomodino".

In piazza Tahir El Sisi manda le truppe piu" fedeli, due brigate di paracadutisti ostentatamente trasportati su mezzi di origine russa (uniche riprese trasmesse dalla televisione egiziana avendo oscurato tutte le altre). Chiude Morsi in una caserma, riapre i lager, ci infila tutti i fratelli musulmani corrotti che avevano messo le mani sui quattrini americani del 2012, compreso la frazione degli 1,4 mld destinati alle forze armate e mai arrivati al ministero competente, e fa partire l"operazione numero due. Con la scusa di proteggere il Canale di Suez ammassa la seconda armata sul canale a nord, chiude con la medesima scusa della sicurezza per tre giorni i tunnel autostradali che ci passano sotto e trasferisce quasi un terzo dell"esercito oltre la linea degli accordi di pace in totale sintonia con gli israeliani.

Benny Gantz, capo di stato maggiore di Tsahl non solo gli da" il benvenuto ma fornisce i rapporti dei droni israeliani sul posizionamento dei salafiti sulle rocciose montagne del Sinai, manda la brigata Gilani sui confini di Gaza per premere su Hamas e impedire l"invio di guerriglieri in Sinai in soccorso dei salafiti e rinforza la presenza a Eilat con una brigata meccanizzata. Il comando dell"operazione egiziana viene affidato al maggior generale Wasfi che stabilisce il comando all"aeroporto di Al Asir. Quanto il Sinai fosse ormai un vero pericolo, una specie di corno d"africa, lo prova l"attacco che salafiti e Hamas organizzano alla colonna corazzata egiziana che porta il comandante verso l"aeroporto e che si risolve in un vero bagno di sangue tra le due parti. Ripreso il controllo di Al Asir e sigillati i tunnel di Gaza, sp[ecie quelli che pompavano benzina nella striscia, gli egiziani partono verso sud e per la prima volta elicotteri Apache con bandiera egiziana entrano in azione sulle montagne bombardando le basi nascoste dei salafiti e, per rendere chiara la situazione, ne mandano anche uno a sorvolare ostentatamente a bassa quota Gaza. Qui gli israeliani si limitano a far comunicare da una torre di controllo che l"elicottero e" fuori rotta, per ricordare che Gaza e" roba loro. Contemporaneamente gli Egiziani rinforzano con un battaglione di fanteria il pattugliamento dei confini con la Libia da dove arrivano le armi per Hamas a Gaza interrompendo il flusso degli ultimi mesi. Gli americani reagiscono e mandano la USS Kearsarge, una portaerei tascabile classe wasp con elicotteri, i famigerati V22 Osprey (“mai volare su un elicottero con un numero inferiore a 30” e’ un detto dei marines), Sea Harrier e 1800 marines al largo di Sharm el Sheik, con la scusa di proteggere ed eventualmente evacuare i turisti ivi presenti. Gli egiziani ci mandano tre fregate normalmente di stanza nel mediterraneo per rendere chiaro che la presenza non e" gradita.

A questo punto si apre una crisi nella amministrazione americana. Kerry quasi segretamente da due mesi e" trasferito in un albergo di Amman a condurre trattative tra israeliani e Abu Abbas tese a chiudere uno storico accordo di pace. Era sulla buona strada, stava ottenendo di sedersi tutti al tavolo senza le celebri pregiudiziali reciproche ma gli israeliani gli fanno capire l"aria che tira e Kerry, ancora piuttosto innervosito con Obama per essere stato solo la seconda scelta come segretario di stato nonostante le promesse in campagna elettorale, in accordo col vecchio Bill rientra e si fa fotografare in vacanza sul suo Yacht al largo di Nantucket, foto pubblicate solo dal The Boston Herald. Dal canto loro i Sauditi e gli emirati trasferiscono in un solo giorno e col più" grande movimento bancario della storia 6,5 mld di dollari cash alla banca centrale egiziana. vedremo cosa succedera" nei prossimi giorni ma li" e" guerra e i colombiani della forza multinazionale in Sinai ambirebbero a fare come gli austriaci nel Golan: scappare a gambe levate.

Fronte del Nord. Obama e Putin hanno fatto un accordo: gli americani ritirano ogni loro presenza navale nel mediterraneo orientale e fanno rientrare la flotta inizialmente spostata dal golfo persico direttamente a Norfolk parlando di normale avvicendamento: in cambio Putin chiude la presenza diretta dei suoi consiglieri al porto siriano di Tartus, tiene 16 rottami messi insieme tra la flotta del baltico e quella del mar nero oltre la linea di Cipro e si limita a rifornire di armi Assad. gli israeliani si impuntano perche’ sanno che quelle armi non andranno ai siriani e Bibi vola a Soci per incontrare Putin con l"idea di spiegargli che non accetteranno che quelle armi finiscano agli Hezbollah: la presa di Aleppo, ultima citta’ tenuta dai ribelli e prevista per agosto non puo" essere la scusa con cui dare gli SA 300 ai siriani lealisti (che non esistono piu", essendo stati fatti a pezzi nei primi mesi di guerra civile). Ad Aleppo sono schierati 6000 Hezbollah (piu" della meta" dei miliziani libanesi inquadrati) e due brigate di pasdaran iraniani. Diplomaticamente l"incontro non e" nemmeno definito "franco e cordiale" ma termina con un durissimo scontro tra Bibi e Vladimir.

Gli israeliani tengono bassissimo il loro impegno a nord: fanno sapere che la brigata Golani al momento e" a meno del 40% delle sue capacita" militari e comunicano ai giordani (terrorizzati) che in quell"area non hanno nessuna intenzione di intervenire. I giordani chiamano Washington che in vivo imbarazzo porta da 200 a 600 il numero di Marines trasferiti sul confine sirogiordano (una miseria) e promettono un wing di F16 che pero" non arrivano. I Giordani non la prendono bene e chiamano i sauditi che pagano il Qatar per mandare le sue truppe scelte ( sono contractors inglesi).

Nel frattempo "l"amico" Erdogan, quello che ando" in piazza Tahir con Morsi, improvvisamente ha i suoi problemi e, indebolito, deve accettare che i militari turchi riaprano i contatti con gli israeliani e riparta la alleanza tra le due intelligence. I turchi, per rendere credibile il cambio di rotta, ritirano le navi che avevano mandato a infastidire i nuovi pozzi di petrolio e metano che i greco-ciprioti e gli israeliani hanno realizzato con piattaforme marine al largo di Cipro turca. Gli israeliani si limitano a radere a suolo una delle tre centrali radar gestite dai russi, quella che controlla lo spazio aereo israeliano e ha guidato i droni di hezbollah sopra Haifa, e bombardano un paio di convogli che trasferiscono armamento chimico dalla Siria al Libano. I russi minacciano ritorsioni, gli isrealiani spiegano ad Assad di non riprovarci sorvolando Damasco. Gli americani, pateticamente, fanno sapere che si", in effetti, armi chimiche sono usate nella guerra civile siriana ma dicono di non sapere chi le usa. i russi confermano la notizia con una lettera alle Nazioni Unite.

Poi, la scorsa settimana, saltano per aria tre depositi di SA300, di missili antinave Yakhont, radar e munizioni, presso il porto siriano di Latakia. Per un po" tutti zitti perche" nessun aereo o missile e" stato rilevato ne" dai radar navali dei russi ne" da quelli terrestri delle batterie di Patriot tedesche e olandesi stazionate "a difesa" del confine turco con avallo americano. Gli americani fanno sapere agli israeliani di piantarla, questi rispondono picche e mandano una postazione di Iron Dome, il sistema antimissile a corto raggio a tecnologia tutta israeliana a coprire Haifa. E" il minimo ma gli americani imbufaliti fanno sapere con comunicato stampa che accusano Israele dell"attacco al porto senza specificare come e" stato portato ma dichiarando che non hanno visto aerei e missili implicitamente fanno capire che le forze speciali israeliane operano in Siria. Notizia non notizia evidentemente (salvo che fossero sul serio missili lanciati da un sottomarino israeliano classe Dolphin, che pero’ vengono tenuti altrove per un eventuale “second strike” nucleare), escluso il fatto che Putin aveva detto una cosa sola a Bibi: toccateci direttamente e noi interveniamo contro di voi. il messaggio quindi e" chiaro: gli americani danno un mezzo via libera a Putin per una eventuale ritorsione facendo capire che chiudono l"ombrello su Israele (se la ritorsione sara" proporzionale). anche qui vedremo.

Israeliani e militari turchi chiudono un altro accordo: decidono di non aiutare nessuna delle fazioni in lotta: se ad Aleppo si scatena la battaglia per la citta" ne hanno solo da guadagnare perche" gli hezbollah, per quanto bene addestrati, stanno subendo perdite piuttosto pesanti in questo conflitto. Delle perdite iraniane poco si sa ma i negoziati segreti tra russi, americani e iraniani sul nucleare che Obama conduceva direttamente, avendo lasciato a Kerry la questione palestinese, si impantanano perche" le due superpotenze non paiono in grado di controllare i loro alleati. Gli stessi russi hanno problemi con Assad ma non possono rinunciare alla Siria.

Gli europei sono in vacca: i francesi su richiesta del governo libanese hanno aiutato a gran voce i ribelli ma ora stanno zitti. Le forze speciali inglesi non possono fare molto e Cameron blocca l"iniziale invio di armamento pesante ai ribelli. Tedeschi e olandesi sono inchiodati sul confine turco dove erano intervenuti su richiesta di Erdogan e mandato americano perche" i militari turchi gli hanno detto di non muoversi. I tedeschi subiscono pure l’affronto siriano di vedere energicamente allontanata dalle coste una loro nave spia.

Gli italiani hanno acquistato dai serbi un notevole quantitativo di armi leggere, le hanno fatte passare attraverso l"Albania pagando i consueto dazio, le hanno trasferite a Brindisi e da li" consegnate via nave ai ribelli. Poi i nostri servizi hanno organizzato un paio di ONG per offrire aiuti sanitari aperti a tutti in territorio siriano occupato dai ribelli, cioe" curiamo sia i ribelli che gli amici di Assad. A domanda di cosa altro abbiamo inviato la risposta che ho avuto e": "Morfina e atropina". Chi ha fatto il militare sa a cosa servono. In particolare l’atropina e’ l’unico rimedio immediato contro un contagio da gas nervino. Ambedue i medicinali potrebbero essere forniti dai turchi che si fanno pero" strapagare la morfina e non cedono atropina (renderebbero evidente la natura del conflitto). Come finira" lo sapremo a settembre perche" la Presa di Aleppo pare sia stata rinviata di un mese a causa delle perdite degli hezbollah.

Fronte italiano: non riuscendo a risolvere la questione maro" con gli indiani ci esibiamo in una brillante operazione a favore dell"amico Nazarbajev. Si pensava di fare intervenire i pizzardoni rinforzati da un nucleo di ghisa per avere la copertura politica della Lega nord ma ci si e" resi conto che per catturare una donna e una bambina bastavano 50 poliziotti della Digos (ma non se ne occupavano i Nocs di queste cose?). Complimenti.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario