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Comunicato Stampa

QUALE TERZA REPUBBLICA?

Giovedì 13 dicembre - ore 15 - Hotel Boscolo Esedra - Piazza della Repubblica, 47 Roma

di La redazione - 12 dicembre 2007

Società Aperta propone un confronto tra

Pier Ferdinando Casini, Gianni De Michelis, Lamberto Dini, Gianfranco Fini, Giorgio La Malfa, Clemente Mastella, Savino Pezzotta, Giuseppe Pisanu

per discutere della possibile convergenza di tutte quelle forze riformiste e moderate che:

• guardano con diffidenza e preoccupazione alla configurazione “bipartitica” che l’inedito asse Veltroni-Berlusconi sembra voler dare al sistema politico italiano, magari attraverso una legge elettorale ad hoc;

• vogliono discutere di nuove modalità di espressione del voto in modo non disgiunto dalle grandi questioni istituzionali, anche immaginando una fase neo-costituente;

• intendono porsi l’obiettivo di riportare in primo piano i temi del declino e del degrado in atto nel Paese e delle impostazioni programmatiche necessarie a risollevare il destino dell’Italia, oggi escluse dal dibattito politico.

In sinergia con i rappresentanti delle principali forze politiche del Paese, Società Aperta intende dunque portare avanti una riflessione sui motivi della crisi della Seconda Repubblica e sui passi che sono necessari per dar vita ad una Terza Repubblica che non sia mero maquillage, insomma per evitare di passare dal “bipolarismo armato” ad un “bipartitismo disarmante” che lasci spazio solo ai due soggetti già protagonisti del fallimento dell’attuale sistema.

Per far questo, Società Aperta è convinta che occorra salvaguardare lo spazio dei grandi filoni di pensiero e di esperienza politica – quello cattolico-popolare, quello laico-liberaldemocratico, quello socialista e quello dell’identità nazionale – che predominano in Europa e che in Italia sono stati emarginati a favore dei “partiti personali” e che si vorrebbe ancor più sacrificare e mortificare a favore di una politica cesarista e peronista. Nella convinzione che gli elettori apprezzerebbero sia la semplificazione di un quadro politico oggettivamente caotico, sia la fine della “grande guerra” tra i due vecchi poli, ma certo non l’inciucio consociativo tra due soli protagonisti. Nei confronti di queste forze Società Aperta intende proporsi proprio come momento di coagulo.

Non si tratta di un’operazione nostalgica, di un riciclo di identità del passato o, peggio, di ideologie come foglia di fico per coprire la vergogna di un pensiero riformatore debole. Al contrario, si vuole consentire a tutte quelle forze politiche che non esauriscono nel marketing elettorale lo scopo della loro esistenza di trovare i punti di convergenza che consentano loro di tornare a prospettare ad un Paese che da troppo tempo ha perso la fiducia, progetti per il futuro.

Per informazioni ed interviste:

Enrico Cisnetto - presidente Società Aperta

Tel: 06 4745514 - 335 251100
e.cisnetto@societa-aperta.org
www.societa-aperta.org -
www.terzarepubblica.it

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario