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Il Quirinale lancia l’allarme sul declino

Presidente avanti così

E intanto nell’arena politica crescono i toni di uno scontro tanto ruvido quanto sterile

di Enrico Cisnetto - 06 maggio 2005

A certificare il declino ora arriva, ove mai ve ne fosse stato bisogno, l’autorevole sigillo del Presidente della Repubblica. Carlo Azeglio Ciampi ha scelto simbolicamente il 1° maggio per dire, pur con un linguaggio istituzionalmente ottimistico, che le cose non vanno affatto bene. Il capo dello Stato ha voluto infondere fiducia nel futuro, ma la sua diagnosi sullo stato di salute della nostra economia è parsa tanto puntuale quanto impietosa: il sistema industriale è debole, le imprese soffrono di nanismo e scarsa internazionalizzazione, gli investimenti in ricerca e nuove tecnologie sono pochi, i giovani non hanno futuro. Il quirinalizio “dobbiamo reagire subito”, d’altronde, non lascia spazio agli equivoci: la reazione o è in risposta ad una situazione negativa, o non è. Grazie Presidente, ci voleva, visto che mentre al Quirinale si alzano giustamente i toni d’allarme nell’arena politica crescono quelli di uno scontro tanto ruvido quanto sterile. Con la Casa delle libertà sempre più avvitata su se stessa, timorosa dei (presunti) svantaggi elettorali che deriverebbero dal riconoscere lo stato di crisi, e perciò incapace di proporre soluzioni. E con il centro-sinistra che, pur “drogato” dal recente successo alle Regionali che lo fa sentire già al governo, si serve del declino in chiave strumentale, senza proporre un progetto definito al Paese. Che pena. Adesso, invece, avremmo bisogno come il pane di ricette efficaci, di una terapia d’urto. La casa brucia, e ci vuole qualcuno che faccia il pompiere. Presidente Ciampi, dopo aver gridato “al fuoco, al fuoco”, muova un altro passo avanti. E pazienza se supera un poco i confini del suo mandato, la causa è giusta.

(Pubblicato dal Mondo in edicola dal 6 maggio)

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario