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Le lezioni mediatiche del Ministro Bersani

Populismo catodico alla ricarica

Il risultato è stato il crollo dei titoli tlc. E non è nemmeno la prima volta

di Davide Giacalone - 12 gennaio 2007

Il ministro Bersani ha tenuto una bella lezione di populismo, inseguendo il facile consenso sul tema delle ricariche telefoniche ed andando colpevolmente fuori bersaglio. Il guaio lo ha combinato non solo per quel che ha detto, ma ancor più per quello che ha taciuto. In perfetto stile populista ha scelto non di agire, non di domandarsi quel che può fare il governo, ma di andare in televisione e sfruttare una distorsione del mercato per ergersi a paladino dei tartassati. Ballarò come piazza mediatica, dove rivolgersi al volgo lisciandolo per il verso del pelo (intanto non è senza significato che a quella stessa trasmissione era stato interdetto l’accesso al giovane Andrea D’Ambra, promotore della petizione che ha sollevato il problema e mosso l’Autorità delle comunicazioni). Agitando la bandiera populista il ministro ha messo rumorosamente i piedi nel piatto di società quotate in Borsa, e non è la prima volta che lui ed i suoi colleghi provocano il crollo dei titoli a seguito di chiacchiere. E veniamo alla sostanza.

Cosa si debba fare per abbattere i costi di ricarica noi lo abbiamo scritto lo scorso 16 novembre, agevolati dal fatto di non avere passato metà della nostra vita a tentare di distruggere il mercato e l’altra metà ad idolatrarlo, consapevoli, quindi, che il compito della politica, come anche delle autorità di controllo, non è quello di insegnare ai gestori come si debba strutturare la tariffa “giusta”, bensì quello di mettere il mercato nelle condizioni migliori per trovare il suo equilibrio più favorevole. Come? Aprendo alla competizione. In Italia ancora mancano gli operatori mobili virtuali, ovvero dei soggetti che costruiscono i propri profitti lavorando marginalmente sulle tariffe e vendendo nuovi servizi. Introdurli significa colpire le rendite di posizione (come gli imposti costi di ricarica) al tempo stesso aumentando il traffico venduto e, quindi, remunerando le reti dei principali gestori.

Rendere possibile la loro vita è esattamente il compito del governo, allineando così l’Italia ad altri Paesi europei. Ci pensi, il ministro Bersani, se non è troppo occupato dal populismo catodico e se non ritiene che il suo principale compito sia anticipare le decisioni dell’Autorità, facendo passare per suoi meriti i risultati di una petizione popolare.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato da Libero del 12 gennaio 2007

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