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Dopo la performance vista a <i>Porta a Porta</i>

Piove. Governo ladro!

Berlusconi contro tutti da Vespa. Ma provate a immaginare se gli si contestasse la pioggia…

di Antonio Gesualdi - 21 dicembre 2005

Il Presidente del Consiglio visto a Porta a Porta l’altra notte (chi l"ha visto?) indubbiamente suscita simpatia. Tutti coloro che, sul serio e per finta, erano in studio per criticarlo avevano stampato in faccia un sorriso bonario. E" come quando di fronte ad un adolescente scapestrato assumiamo l"atteggiamento di rimprovero, ma sappiamo anche che dovrà crescere e che proprio quella improntitudine è energia vitale.

Poi Berlusconi è indubbiamente in gran forma psichica e fisica: ha 70 anni e sembra pensare ai pensionati come se fossero i suoi nonni, ma sono i suoi coetanei. Ha quel senso dell"ironia e autoironia che gli permette perfino di scherzare sulla "delocalizzazione" dei suoi capelli. Non c"è male. Però tutti quei foglietti che confondo Feltri e irritano Della Valle appaiono, veramente, fuori luogo: roba vecchia. Tutti quei numeri che il premier snocciola a mitraglietta lì per lì sorprendono ma poi la realtà si impone. Infine lui arriva preparato su tutto mentre gli altri sono costretti a fare domande vaghe e non poter replicare con altrettanti dati. Alla fine non si capisce niente se non una qualche impressione emozionale. E" tutto questo che non funziona, ma chi glielo dice a Berlusconi?

Alla fine dei conti al Capo del Governo, che per qualcuno è diventato soltanto "Silvio", si potrebbe semplicemente obiettare che sta piovendo.

Ecco il Porta a Porta vissuto a casa nostra.

Angeletti: "Presidente la gente che non arriva ai 20 mila euro l"anno dice che piove e il governo non ha fatto niente".

Berlusconi: "Dissento. C"è il sole"

Della Valle: "Silvio, smettila di rompere con quei cartelli è roba da anni ottanta. Qui i nostri amici imprenditori, tra l"altro quelli che hanno scoperto che ci vuole anche un pò di etica per fare affari, e che hanno dovuto lottare col Governatore e i furbetti del quartierino, ma anche gli artigiani, gli operai ti stanno dicendo che piove".

Berlusconi: "Tu hai un ruolo importante, sei azionista di un grande giornale, e sai che i giornalisti ce l"hanno tutti con me, dovresti essere più responsabile e in queste occasioni dire ai nostri concittadini che non è vero che piove. Così fai demagogia. Diciamo sciocchezze, non io per la verità. Vieni a fare una passeggiata con me: ti sfido e ti dimostro che non piove. E ne esci pure con le ossa rotte."

Sorgi: "Presidente scusi ma se piove noi giornalisti dobbiamo scrivere che non piove? Se piove, piove..."

Berlusconi: "Sì, lo so, lo dice a me che sono un grande imprenditore liberale e che nei suoi giornali e televisioni ha tutti giornalisti comunisti, ma se non piove voi siete capaci di scrivere che piove!"

Feltri: "Presidente guardi che piove e lei l"ombrello se l"è fatto solo per lei. Ma guardi che piove anche per me. Quando lo fa l"ombrello anche per me?"

Berlusconi: "Falso. Non ho mai avanzato proposte di ombrelli solo per me. Tra l"altro non piove e quindi non servono ombrelli. Abbiamo fatto quello che potevamo. Oh, ma voi lo sapete o no che un Presidente del Consiglio è soggetto alle maggioranze di Camera e Senato, alle Commissioni, ai partiti, agli umori degli alleati di governo? Eppure, nonostante tutto, abbiamo riformato da capo a piedi tutto questo e vedrete che neppure quando io non ci sarò pioverà".

Polito: "Presidente piove!"

Berlusconi: "Lei dirige un giornale che mi piace. Mi consenta, ma dove lo vede che piove?"

Studente di sinistra: "Presidente lei pensa che quelli che scioperano lo facciano senza mai informarsi pur rimettendoci del loro stipendio? Scioperano perché piove."

Berlusconi: "Sei un giovane simpatico, ma ingenuo. Scioperano perché gli offrono un viaggio gratis a Roma e gli danno un sacchetto col panino e la bibita".

Studente di destra: "Presidente ma lei non parla mai della ricerca. In effetti piove poco, però...."

Berlusconi: "Come no, parlo sempre della ricerca applicata. Dati alla mano...., ma non ti ci mettere anche tu a dire che piove perché non è vero."

Studente indeciso estratto a sorte da Mannahimer: "Presidente io studio da infermiere professionale, ma sono meridionale e qui non solo piove, ma viene giù a dirotto."

Berlusconi: "Bravo: studia da infermiere che io, intanto, mi sono occupato di farne venire dall"estero così ti faranno concorrenza. Abbiamo un sacco di malati e ci è toccato aumentare lo stipendio a tutti: medici, poliziotti, professori, assumere precari che si sono messi in testa di non inventarsi nessun altro lavoro utile... Stiamo facendo di tutto per il Mezzogiorno, ma proprio un siciliano che viene a dirmi che piove a dirotto non ci posso credere. Il sole della Sicilia è indiscutibile."

Tutti: "Guardi Presidente lei, così ostinato e ottimista, appare anche simpatico. Abbiamo tutti, nonostante, un sorriso di simpatia stampato in faccia. Ha 70 anni e sembra un adolescente. In fondo il contratto con gli italiani l"ha pure rispettato. Ha titolo per ricandidarsi. Certo non si vedono vigili di quartiere, ma è anche vero che noi col mestiere che facciamo quando mai giriamo per i quartieri? E" stato un imprenditore e ci capiamo: caso mai ci scazzotteremo su uno dei nostri youth. Ma non può non vedere almeno fuori da una delle sue finestre..."

Berlusconi: "Credete che io sia un baluba? Siete matti. Lo so che la Cina e l"India ci stanno portando via le manifatture, lo so che fra trent"anni saremo (dico saremo perché io ci sarò ancora!) 8 miliardi di persone, che lavoriamo poco, non rispettiamo le leggi, che ci invadono i prodotti dall"oriente e un liberal-anti-economia-pianificata come me deve pensare pure al protezionismo. Lo so che l"euro ci massacra, il petrolio è rincarato e anche tenere accesa una lampadina in cucina costa caro. Credetemi non ci dormo la notte e non ho la soluzione per questo. Credete, forse, che sia scemo? Ma non mi farete mai dire davanti ad una vasta platea di miei concittadini che piove! Io devo vendere un"idea e devo essere il primo che ci crede. Voi pensate che la politica sia raccontare la verità? Dimostratemi che mi votate se vi dico la verità. Io nella mia vita ho sempre e solo venduto idee mica scarpe? Voi siete dei disfattisti. Io non sono un saggio realista altrimenti non avrei fatto quello che ho fatto. Io sono Berlusconi."

Vespa: "Lei è sicuro, Presidente, che proprio qualche gocciolina..."

Berlusconi: "Dottor Vespa, abbia pazienza. Oggi il Sole 24 Ore ha pubblicato il dossier sulla Qualità della Vita: avrà visto anche lei che a pagina sette c"è la tabella "Bello stabile". Lo dice un quotidiano comunista, mica io. A Reggio Calabria ci sono 15,82 gradi di differenza tra le temperature medie mensili del mese più caldo e del mese più freddo. A Impera 15,9, a Oristano..."

Da casa: "Porca miseria, Piove! Sono le 2 di notte. Berlusconi c"ha rubato 3 ore di sonno... Governo ladro!"

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario