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Caso Englaro: smorziamo i toni

Pietas

In certi casi il silenzio rimane l’unico comportamento conveniente

di Livio Ghersi - 09 febbraio 2009

Tra i tanti appelli al "dovere di prendere posizione", fa eccezione il bell’articolo di Angelo Panebianco "Quel silenzioso terzo partito" (Corriere della Sera, 9 febbraio 2008). «Oltre ai due partiti che si scontrano — scrive Panebianco —, ne esiste anche un terzo, per lo più silenzioso, e che, comunque vada la vicenda, è già stato sconfitto. … E’ il partito di chi pensa che occorrerebbe coltivare, nella riservatezza e nella discrezione, una zona grigia, protetta da una necessaria ipocrisia, nella quale le decisioni sul caso singolo (sempre diverso, almeno per qualche aspetto, da qualunque altro caso singolo) restano affidate alla sensibilità e alla pietas del medico che ha in cura il malato e ai sentimenti delle persone che lo amano».

Concordo con Panebianco. Avverto un profondo disagio a schierarmi. Spero che i fautori di una linea non avranno il cattivo gusto di festeggiare se la morte di una persona giungerà prima che sia entrata in vigore una nuova legge approvata dal Parlamento. Spero che i fautori dell’altra linea non avranno il cattivo gusto di festeggiare se riusciranno ad imporre la loro volontà ad un padre ed una madre, già provati oltre ogni umana capacità di sopportazione da una sofferenza che si protrae da diciassette anni.

E’ troppo facile usare la parola che infiamma, che divide, che alimenta l’odio reciproco. Non mancheranno occasioni per dividerci su altro: sulle tentazioni "bonapartiste" dell’attuale Presidente del Consiglio, sul modo di intendere la Costituzione, sulla strumentalizzazione politica della fede religiosa. Ma, davanti ad un povero corpo di donna, per favore smorziamo i toni ed osserviamo l’unico comportamento conveniente al caso: il silenzio.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario